lunedì 24 agosto 2009

Brighton, agosto '83



Questo racconto lo dedico a te, mia dolce amica, ti ho incontrata per caso, ma mi hai fatto ricordare quella fantastica estate a Brighton

Avevo diciotto anni, la Vespa appena restaurata, gli specchietti, i fari.... e una grande voglia di viaggiare.
Ero un Mod, o almeno avevo molti amici Mod. Mi piacevano per quel loro stile elegante, le giacche strette, le cravattine nere, le Fred Perry, il Parka e l'immancabile Vespa piena di accessori. E poi c'erano loro, le Modette, le nostre ragazze. Mi erano sempre piaciute le ragazze dei Mod, perchè anche loro avevano uno stile inconfondibile, ed erano tremendamente sexy con i loro abitini anni cinquanta, le gonne corte e le calze.... I loro meravigliosi collant che esaltavano la loro eleganza, spesso bianchi opachi oppure neri, qualche volta con disegni geometrici. Forse è per quello che mi sono sempre piaciute le modette, per le gonne corte e per i loro collant. Il viaggio a Brighton era il sogno di tutti noi, il pellegrinaggio dove molti anni prima i veri Mod Londinesi andavano a passare i week-end tra feste, alcool, droga e scazzottate sulla spiaggia con i Rockers, i loro nemici da sempre.
Quell'anno sono partito solo, con la mia Vespa e tanta voglia di divertirmi, avevo attraversato la Francia, passato la Manica in traghetto e finalmente ero approdato sulle bianche scogliere di Dover.
Avevo trovato alloggio in una pensioncina vicino al centro della città, nella zona dei locali alla moda, di giorno visitavo i dintorni sempre in sella alla mia Vespa e la notte la passavo nei locali del centro dove avevo iniziato a conoscere un sacco di persone.
Quella sera il locale era particolarmente affollato, ricordo la musica bellissima e assordante, le birre, i balli scatenati in pista al ritmo della musica Northen Soul e loro..... le fantastiche Modettes. Ogni tanto durante la serata, mi sistemavo al bordo della pista ad ammirare quelle fantastiche gambe.... Tra le luci colorate cercavo di spiare sotto le gonne cortissime che ogni tanto si sollevavano un po'. Fu in quel momento che mi accorsi di lei, ballava sola un po' di lato, vicino al bancone del bar. Sarà la birra, sarà che a me sembrava bellissima, fu così che decisi di avvicinarmi a lei. Subito sembrava non si fosse accorta di me, era molto concentrata nel ballo, la testa bassa e le movenze perfette. Ne approfittai per guardarla meglio, sotto le luci intermittenti della pista. Aveva un vestitino molto elegante che le evidenziava un paio di tettine fantastiche, sembravano piccole, ma molto ben proporzionate, il vestito poi le strizzava la vita sottile e le evidenziava i fianchi per finire quasi subito in una gonnina corta dalla quale spuntavano due favolose gambe velate da un morbidissimo paio di collant bianchi. Era bellissima, io ero eccitatissimo e il mio sesso spingeva sotto i pantaloni super attillati che portavo quella sera. Poi finalmente alzò lo sguardo, mi guardò per pochi secondi e un fantastico sorriso le disegnò il volto. Risposi anch'io con il sorriso migliore del mio repertorio, mentre dentro di me una sequenza di emozioni mi assaliva.... cercai di resistere alla tentazione di saltarle addosso e cercai di mantenere tutto il mio aplomb da perfetto Mod.. Ballammo per tutta la sera, sembrava non volersi staccare dalla pista, non si fermava mai, nemmeno per bere, ho faticato non poco nel tentativo di resistere al suo ritmo. Ogni tanto abbassavo lo sguardo per ammirare i suoi delicati piedini chiusi nelle college nere. Le gambe meravigliosamente velate da quei collant bianchi che si coloravano ad ogni cambio di luci, mi eccitavano tantissimo, avrei voluto toccarle, sentire la morbidezza del velo... anche solo per un istante. Poi finalmente la voce calda di Solomon Burke uscì dai potenti altoparlanti e le note di una dolcissima Flesh And Blood avvolse il locale...
Lei allungò le braccia verso di me, e senza nemmeno dirci una parola ci stringemmo in un dolcissimo lento. La strinsi dolcemente a me, quel momento, l'attimo più bello e dolce che avessi mai vissuto, ero a Brighton pieno di birra, eccitatissimo e abbracciato ad una bellissima e misteriosa ragazza. La stringevo, sperando che la mia eccitazione non fosse troppo evidente, mentre le mie mani cercavano di percepire ogni minimo particolare del suo corpo e del suo abbigliamento. Mi accorsi che non portava il reggiseno, le mie dita non avevano trovato i caratteristici gancetti e le bretelline, portava invece una canottierina sottile che le evidenziavano ancora di più le sue piccole, meravigliose tettine dalle quali spuntavano due morbidi capezzoli che dolcemente si appoggiavano alla mia camicia bianca ormai zuppa di sudore. Lei invece profumava...... e in quel dolce abbaraccio le mie mani le cinsero i fianchi, le mie dita sfioravano l'elastico dei collant appena appena percettibile sotto il tessuto morbido del vestito. Poi le ultime note di sax sfumarono e approfittai di quel brevissimo attimo di silenzio tra un brano e l'altro per chiederle nel mio stentato inglese, se aveva voglia di uscire a prendere un po' d'aria fresca... Credo non mi abbia nemmeno risposto, ma si avviò verso l'uscita... ci infilammo i nostri Parka e uscimmo sulla strada umida di quella pioggerellina fine che spesso scende dalle grigie nuvole inglesi. La tenevo stretta in vita la mia bellissima conquista, e senza mai dirci una sola parola ci avviammo stretti stretti verso il vicolo a fianco del locale. Appena svoltato l'angolo, lei si fermò, si voltò verso di me.... vidi i suoi occhi azzurrissimi chiudersi dolcemente e le sue labbra umide aprirsi lentamente e avvicinarsi a me.... chiusi gli occhi anch'io e una lingua calda e piena di desiderio entrò dentro di me. I Parka ampi e caldi ci proteggevano mentre le nostre mani ormai senza freni percorrevano i nostri corpi. Eravamo in piedi, appoggiati al muro nel retro del locale, un intenso profumo di muschio ci avvolgeva, mentre nella fioca luce del vicolo si intravedevano altre coppie prese dal nostro stesso fervore.
Le mie mani, protette dai giacconi spessi corsero subito verso l'orlo della gonna, un attimo di esitazione, poi lentamente si appoggiarono a quelle calze così morbide e così desiderate. Le alzai la gonna, la stringevo a me mentre con le mani avide le percorrevo le gambe, l'interno della coscia che nel frattempo si era alzata incastrandosi fra le mie gambe, il sedere morbido e velato, bellissimo...... Le nostre labbra incollate, le nostre lingue calde che si rincorrevano e ogni tanto una legera nuvoleta di vapore usciva dai nostri corpi in quella fredda serata di fine estate. Piano piano le abbassai il collant, e mentre l'accarezzavo le mie dita si spinsero dentro di lei, giocavano con i peletti morbidi del suo sesso, per poi sentire tutto il suo desiderio ormai fradicio di umori. Ricordo la sue pelle morbida e calda in contrasto con il fresco dell'aria, ricordo le risate e la fatica per riuscire a slacciare i miei pantaloni... e poi finalmente con una voglia ormai irrefrenabile scivolai dentro di lei.... La sentivo fremere, il suo respiro farsi sempre più affannato, mentre la stringevo a me in quel meraviglioso momento, gli occhi chiusi il suo profumo e il calore del suo corpo che mi avvolgeva, che avvolgeva il mio sesso dentro di lei, e le mie mani che avide accarezzavano il velo delle sue calze bianche. E' stato un istante breve e intenso, il desiderio era troppo, sentivo dentro di me salire un brivido di eccitazione... riuscii non so come a staccarmi da lei proprio un attimo prima di esplodere tutto il mio desiderio in un fazzoletto già pronto.
Rimanemmo stretti per un po' e fu in quel dolce momento che finalmente sentii la sua voce, mi sussurrò "thanks" all'orecchio e fu la parola più bella e dolce che ricordo di quella vacanza.
Abbiamo passato la notte sui ciotoli in riva al mare sotto il pontile del Pier, ricordo le sue labbra, la luna che illuminava le sue meravigliose calze bianche e i suoi piedini velati, ormai bagnati dall'acqua del mare.
Solo al mattino ho scoperto che si chiamava Laura e che veniva da Parma.

Consigli per ricreare l'atmosfera: una birra non troppo fredda, nel lettore dvd il film cult QUADROPHENIA oppure
la musica degli Who, Paul Weller e i Jam, Solomon Burke la musica Ska, il Soul e il Northen Soul.....




lunedì 10 agosto 2009

Sogno d'Estate



Ho appoggiato il piede sul gradino metallico mentre la scala mobile mi tirava su, verso il secondo piano del centro commerciale, lo sguardo basso scrutava le mie scarpe, i gradini che disegnavano linee parallele sul pavimento.
Lo sguardo avanza, segue le linee rette che si incrociano sul gradino davanti e poi piu in là....
Fino ad incrociare una scarpa nera, un tacco non molto alto sul quale è appoggiata una caviglia accarezzata da un leggero velo grigio. Lo sguardo sale, percorre la caviglia perfetta, ne scorgo le sfumature di grigio che modellano il polpaccio, le leggere piegoline nell'incavo dietro al ginocchio e poi più in su... scorgo l'interno della coscia, meravigliosa, velata di grigio e l'ombra della gonna leggera che ne scurisce la vista.
Si intravede la zona più scura della calza attorno alla coscia... è un collant, morbido, velato, meraviglioso. Vorrei che il mondo attorno sparisse, vorrei poter appoggiare le mie mani su quelle gambe perfette, velate, lisce.... vorrei salire con le dita, sentire la consistenza del velo, abbracciare i fianchi. Vorrei sentire il profumo, appoggiare il mio viso tra quelle gambe, salire, assaporare il profumo di nylon e di desiderio racchiuso tra quelle gambe. Vorrei assaggiare quel velo, accarezzarti con la lingua, risalire piano piano lungo le gambe, affondare le labbra tra le cosce, infilarmi con la bocca tra il tondo del sedere. Li, dove il velo del collant si tende e rimane sospeso tra le due natiche, affondare il viso, mentre le mani ti accarezzano il pube, si infilano sotto l'elastico, giocano con le tue labbra intrise di umori. Vorrei stringerti a me, il viso appoggiato a te, mentre il mio sesso risale tra le tue gambe, si strofina tra il velo della calza, stretto tra le tue gambe fremente di desiderio. Salirei fino alle tue dolci labbra, da dietro ti abbasserei delicatamente le calze per accarezzare il tuo sesso ormai tumido di piacere con la mia voglia di te. Entrerei piano piano dentro di te, mentre con le mani ti accarezzerei le cosce, ti stringerei verso me. E tu in silenzio con il respiro affannato, appoggiata al bordo della scala, le gambe leggermente dischiuse per accogliermi dolcemente dentro te. Sentirei il calore del tuo sesso attorno a me, il mio seme risalire ed esplodere dentro te, sentirei i tuoi rantoli di piacere mentre le mie mani percorrono il tuo corpo, la tua pelle.
Ma siamo arrivati, un piccolo passetto con le tue gambe eleganti e ti allontani bellissima. Io rimango li, fermo a guardarti mentre te ne vai con la gonna che danza su quelle meravigliose gambe velate da un paio di collant grigio chiaro. Sei bellissima, piccolo sogno d'estate.