mercoledì 22 luglio 2009

Collant & Biciclette

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Aria di primavera



Maggio, come ogni mattina percorro in auto il corso diretto verso l'ufficio, ma oggi c'eri tu. Ti ho vista la in fondo, ferma al semaforo proprio di fronte a me, da lontano non capivo bene ma mano a mano che mi avvicinavo la tua immagine appariva sempre più definita e il mio respiro si faceva sempre più affannato. Fino a quando mi sono fermato anch'io a quel semaforo proprio di fronte a te, il rosso del semaforo mi guardava e tu ferma sulla bicicletta lungo la pista ciclabile in attesa che una luce verde ti concedesse di passare. Ma io ho pregato che tutto si fermasse, che il tempo come d'incanto si congelasse per quei meravigliosi secondi nei quali ti ho incrociata. Il piede, leggero, meraviglioso, appoggiato a terra calzava una elegante ballerina nera. La caviglia scura velata da un meraviglioso collant nero, che ricopriva di calde sfumature le tue gambe bellissime. Ma il colpo al cuore l'ho ricevuto quando ho visto l'altra gamba, delicatamente appoggiata al pedale, il ginocchio in avanti con il velo del collant teso e sottolineato dal colore più chiaro. Sono stati attimi intensi, ho seguito il profilo della gamba disegnata dalla sfumatura delle calze, ho visto la coscia velata infilarsi maliziosamente nella gonna, ho visto il buio del tuo sesso laggiù, in fondo, fino a dove i miei occhi sono riusciti a scrutare, fino a dove sono riuscito a immaginare. Avrei voluto essere un leggero venticello, per accarezzare quelle meravigliose gambe, per avvolgermi alle caviglie, risalire fresco lungo le tue gambe così poeticamente esposte all'aria di questa mattina di Maggio. Avrei accarezzato delicatamente le cosce, avrei goduto del soffice velo che ti ricopre le lunghe e affusolate gambe per poi finire li, dove le gambe si incontrano, al centro della tua bellezza, avrei accarezzato il tuo sesso, ti avrei donato un dolce brivido, avrei assaporato il profumo del tuo sesso lavato di fresco misto al profumo dei tuoi collant indossati da poco, avrei.........
Poi uno scatto improvviso, sei partita veloce, ho avuto il tempo per un ultimo sguardo, mi sei passata vicino, la gonna leggera che si alza, la tua mano che maliziosa la blocca e la gamba velata che per un istante, un meraviglioso istante si scopre, il nero della calza che disegna la tua coscia, il bordo della gonna che scivola lungo il velo della calza, il bordo più scuro del corpetto, che sbuca malizioso dall'orlo della gonna.
Un sorriso disegna il mio volto, oggi 5 Maggio ho visto una fata..... e aveva un paio di collant neri.

lunedì 20 luglio 2009

In viaggio con Cristina pt.1



Cristina la conosco da parecchi anni, lavora in un'azienda per la quale sono consulente, ci sentiamo spesso al telefono, più raramente ci incontriamo, ma sempre per lavoro. Nelle lunghe e frequenti telefonate, nel tempo siamo passati dalle fredde chiamate "professionali", a dirci delle cose sempre più personali, e ogni tanto non ricordo nemmeno più come, si è anche parlato di sesso, sempre in modo velato e ammiccante, ma piano piano le avances da parte di tutti e due si sono fatte sempre più frequenti. Senza concludere nulla però, nemmeno un invito a cena, perchè a parte il lavoro, gli impegni e la vita non ci hanno permesso di vederci se non negli anonimi uffici dell'azienda dove lavora. Ho scoperto che Cristina è single nonostante non sia più una ragazzina vive ancora con i genitori, questa cosa l'ha resa ancora più interessante ai miei occhi perchè mi sono fatto l'idea che possa avere un certo desiderio di sesso, mi è sembrato di capirlo da come parla dell'argomento e da come mi guarda quando ci incontriamo. Via via che la reciproca confidenza ci scioglieva, c'è pure scappato qualche bacio, casto, ma pieno di voglia e con le mie mani appoggiate ai suoi fianchi che non volevano più staccarsi da lei.
A Maggio ogni anno la sua azienda partecipa ad una fiera in un'altra città e lei come responsabile commerciale vi partecipa mentre io, dovendomi occupare della stand parto qualche giorno prima e rimango per i primi giorni di fiera. Purtroppo non siamo mai riusciti a stare un po' soli insieme, perchè in quei giorni, spesso ci si muove in gruppo con tutti gli altri dipendenti presenti.
Quest'anno però è successo l'imprevisto, a pochi giorni dalla partenza ricevo una chiamata da Cristina che mi chiede se può venire a Firenze con me, perchè ha bisogno di anticipare la sua presenza in fiera, chiedendomi anche se riesco a trovarle un posto in albergo perchè in quello dove prenotano di solito non c'è più posto. Un paio di telefonate e riesco ad organizzare il tutto e le trovo una camera nel mio albergo, ma al piano di sotto.
Ci incontriamo un Martedì mattino molto presto quando una leggera nebbiolina rende ancora fresche e brumose le mattinate di Maggio. Arrivo puntuale sotto casa sua, un discreto squillo di cellulare e la vedo uscire dal portoncino di casa sua trascinando una grande valigia nera. Scendo per aiutarla, carichiamo in auto la valigia e dopo un bacio abbastanza formale saliamo in macchina e inizia il viaggio. Cristina si toglie la giacca, la sistema sul sedile posteriore e si accomoda. Indossa una maglia leggera e morbida che si appoggia dolcemente al suo corpo, riesco a distinguere il suo seno evidenziato dalla cintura di sicurezza che le passa sul davanti. una gonna scozzese aperta sul davanti e trattenuta da una spilla, fa da cornice alle sue gambe velate da un bel paio di collant grigi opachi. Inizia il viaggio e Cristina si dimostra subito molto simpatica e loquace, si muove di continuo e gesticola per ogni cosa che dice. Io sono attento alla strada ma ogni tanto l'occhio mi cade sulle sue gambe meravigliosamente velate dal collant grigio. Nei movimenti ogni tanto la gonna si sposta e si apre leggermente, per me è molto difficile concentrarmi sulla guida e nello stesso tempo ammirare questa dolce visione che Cristina inconsapevolmente mi offre. Dopo qualche chilometro e dopo una sosta con colazione all'autogrill, dove ho potuto ammirare meglio l'abbigliamento di Cristina e il suo dolce ondeggiare mentre cammina, il viaggio continua allegramente con una fantastica compagna al mio fianco: Non la immaginavo così spigliata, e a un certo punto mi chiede: "ti da fastidio se tolgo le scarpe e se tiro su le gambe?" "figurati" le rispondo io...pregustando la dolce visione delle sue gambe aperte sul sedile. E infatti il mio pensiero si avvera.. Cristina sfila delicatamente le scarpe, liberandi i suoi piedini, che delicatamente prende in mano massaggiandoli e tirandoseli su, sul sedile. A quel punto la gonna si ritira ulteriormente offrendomi una visione unica, le sue cosce velate che si spalancano, dolcemente appoggiate al sedile. "scusami" mi dice cercando di allungare la gonna, per coprirsi un po.... "figurati" le rispondo io in un impeto di sfacciataggine "mi piacciono molto i tuoi collant" "davvero?" mi risponde lei.." dovresti sentire come sono morbidi..." a quel punto non resisto più, o la va o la spacca... "sentiamo" e le appoggio delicatamente la mano sulla caviglia. Sono effettivamente molto morbidi, la mia mano leggera le accarezza timidamente la gamba, e lei non dice niente.....
Io continuo, il mio sesso ormai duro, pulsa dentro i pantaloni, la mia mano percorre delicatamente la sua gamba, le accarezzo il piede facendo scorrere sotto le dita il velo del collant. Cristina si muove, si distende leggermente quasi per offrirmi meglio le sue gambe al mio massaggio. "mmm che mano delicata... chissà come saranno contente le tue spasimanti.." butta lì Cristina socchiudendo gli occhi e mordicchiandosi le labbra. "Se vuoi, ti faccio provare.." . "Dai" è la sua semplice, secca risposta... a quel punto il mio massaggio si fa più insistente, percorro le sue gambe in un massaggio pieno di eccitazione, mentre devo stare attento alla strada, le guardo le gambe velate di sfuggita alternando lo sguardo alla riga tratteggiata sull'asfalto. La mia mano avida le percorre le gambe, le accarezza le cosce, spingendosi sempre più avanti ad ogni carezza. Io ho il cazzo durissimo, e con difficoltà sto cercando di mantenere una calma sempre più difficile... le mie mani esplorano le sue gambe, lei distesa al mio fianco con gli occhi chiusi, ogni tanto accompagna il mio massaggio con le sue mani sulle mie. Percorro
l'interno delle cosce e salgo su, timido ma deciso, le mie dita giocano con il velo delle sue calze fino a quando raggiungono il suo sesso.
Cristina non porta le mutandine, me ne accorgo da come le mie dita affondano dentro di lei, trattenute dal velo dei collant. Lei mi prende la mano fra le sue, e mi schiaccia le dita sul suo sesso caldo e umido di piacere.
Ha gli ochi chiusi e stà gemendo di piacere.
"Fermati" non resisto più".... e istintivamente tolgo la mano... " Ferma la macchina, ma non la mano stupido!!!!" mi dice.......

continua........

venerdì 17 luglio 2009

Dietro te..




Ho incrociato il tuo sorriso sotto i portici, quando ci siamo sfiorati tra la folla, ma io ti avevo già vista prima, da lontano... avevo visto le tue lunghe gambe velate da quel collant Moka, sarà stato un 40/50 den. avevo notato il marrone setoso e opaco che ricopriva le tue gambe come un caldo abbraccio, quei riflessi lucidi che corrono lungo le tue gambe. Le scarpe scamosciate con un piccolo tacco che si avvicinavano verso di me in un dolce ticchettio, la gonna che svolazzava ancora un po' leggera per questa fine di febbraio, il giubbotto strizzato in vita che dava ai tuoi fianchi una silhouette deliziosa. Ma mentre avanzavi verso di me, il mio sguardo era incollato alle tue gambe, belle, setose, velate. Mi hai superato, mi è sembrato un sorriso quello che avevi quando sei passata oltre, un attimo e decido di seguirti, da lontano con discrezione..... Da dietro sei ancora più sensuale, posso ammirarti indisturbato, le tue caviglie sottili, le calze che salgono su, lungo le gambe per poi sparire sotto quel sottile velo di seta a fiori che cinge i tuoi fianchi. E mentre insieme percorriamo tutti i portici, la mia mente vola immaginando cose impossibili da realizzare. Immagino le mie mani che delicatamente salgono su, lungo le gambe, i polpastrelli che sentono il morbido calore delle tue calze, immagino di arrivare li, vicino al tuo fiore e sentire il calore del tuo sesso riempirmi le mani piene di desiderio. Mentre la mente viaggia tu raggiungi la fermata, ti fermi, in piedi sulla pensilina ad attendere chissà quale autobus. Io sempre dietro discreto posso ammirare con calma la tua setosa bellezza, le calze nuove sensuali compatte, non un filo tirato, non un'imperfezione, vorrei inginocchiarmi ai tuoi piedi e lentamente leccarti i collant così perfetti, così eccitanti per me. Mentre la mia fantasia galoppa e giù in basso nei miei pantaloni qualcosa si muove, ti vedo alzarti in punta di piedi, i tuoi polpacci si tendono e una lama di luce colpisce le tue gambe dando alle calze dei riflessi intensi e bellissimi. E' arrivato il 36, attendi che apra le porte e poi ti avvicini.. io empre dietro assisto a uno degli spettacoli più belli del mondo, lo vivo come al rallentatore.... Alzi lentamente la gamba, la stacchi da terra, mentre la luce sparisce e dona alla calza un nuovo tono di marrone, sali sul gradino poi alzi l'altra gamba e a quel punto un tuffo al cuore aumenta in me l'eccitazione. Un colpo di vento leggero, alza e fà svolazzare la tua gonna, lasciandomi intravedere per un attimo magico e intenso il bordo scuro dei tuoi collant, forse, mi pare anche di aver visto il lucido delle tue mutandine, scure suppongo. Ti seguo inebetito, ormai stremato ed eccitato da quelle magiche visioni, avanzi tra la gente, e ti vai a sedere su di una seggiola libera proprio di fronte a me. Le tue gambe unite velate di scuro, le tue ginocchia tonde dove il marrone si fà più chiaro per la tensione del tessuto mi fanno impazzire... Sei li, ferma in attesa che l'autobus faccia il suo percorso mentre io un po' defilato cerco con gli occhi di andare oltre, ti accarezzo le ginocchia e con lo sguardo mi infilo nel buio delle tue cosce, in fondo, laggiù, unfiore caldo e umido mi stà aspettando. Sei quasi arrivata, lo vedo da come alzi il viso per vedere se quella è la tua fermata, e io attento a cogliere ogni minimo movimento delle tue bellissime gambe. Ed eccolo lì, quasi impercettibile, ma non ai miei occhi... apri leggermente le gambe, facendomi assaporare un po' dell'interno delle tue cosce velate, appoggi le mani al seggiolino, ti alzi e ti avvicini alla porta, l'autobus si ferma, apre le porte e il tuo dolce piedino si protende sul gradino. La luce del giorno colpisce di nuovo la tua gamba, dando al magico velo nuovi riflessi. Continuo a seguirti da dietro, distante, prudente, ti vedo camminare lungo la strada, la tua gonna leggera che danza accarezzandoti lievemente le gambe. Vorrei essere questo refolo di vento fresco che dolcemente ti accarezza le gambe, che sale, che ti prende accarezzandoti da dietro, che fruga bramoso sulla tua pancia piatta, ricoperta dal velo setoso delle calze, con le dita ti accarezzerei la leggera increspatura della cucitura, con le mani accarezzerei il tondo del tuo sedere, sodo, per poi ridiscendere tre le tue cosce calde li, dove si concentra la tua passione. Mi porto la mano al viso come per assaporare il profumo di te, dei tuoi collant profumati di nylon e di pelle fresca.
Aumenti il passo, alzi la mano e saluti.... lui si avvicina e ti abbraccia.... e in questo gesto mi regali l'ultima emozione... alzi il piede da terra facendomi scorgere per l'ultima volta il magico colore dei tuoi collant sulla pelle delle tue gambe.
E ora sono qui, con le dita sui tasti a scrivere di te, mentre là sotto qualcosa si muove, si riempie di eccitazione al ricordo di quell'incantevole inseguimento.... devo andare in bagno...subito...adesso.

mercoledì 15 luglio 2009

Non ci sono parole


In silenzio, il sole che filtra dalle finestre, e io li, immobile ad ammirare le ombre, il colore, le sfumature, vorrei appoggiare le dita delicatamente.. per sentire sulla mia pelle la setosità la morbidezza di questi magici collant. E io li, fermo ad ammirare in estasi... per sempre.

mercoledì 8 luglio 2009

La Camiciaia


Sono anni che la signora Marta mi fà le camicie, ha un piccolo laboratorio all'interno di un cortile in centro. La vado a trovare regolarmente, vuoi per portarle nuove camicie da confezionare, vuoi per andare a ritirare il lavoro finito. La signora Marta è una piacente signora sui 50, un bel sorriso e non nascondo che ogni tanto ha vivacizzato i miei sogni erotici. Cammina con passo felpato all'interno del suo piccolo laboratorio, quasi sempre con eleganti ciabattine chiuse in punta, delle sensuali calze velate, nascoste da una gonna al ginocchio e sempre con una camicia chiara che languidamente si appoggia ai suoi fianchi. Spesso, sopratutto in estate la camicia è leggermente sbottonata ed offre la dolce visione del suo seno materno, avvolto da un candido pizzo bianco.
La signora Marta è affabile e sempre sorridente e anche quel pomeriggio mi ha accolto con un gran sorriso offrendomi alla vista il suo meraviglioso seno, questa volta racchiuso in un sensuale reggiseno di pizzo nero che faceva capolino dalla camicia semi trasparente.
Mi è sembrata particolarmente cordiale quel giorno e non sono mancate battute maliziose tra di noi, giusto per ravvivare la conversazione. Devo dire che mi sarei tuffato volentieri tra quelle tette materne, ma ovviamente ho trattenuto l'entusiasmo fino a quando la signora Marta non è salita sulla scaletta per andare a prendere la pezza di Oxford bianco che serviva per le mie camicie. Salendo mi ha voltato le spalle e io, dal quel punto di vista ho potuto ammirare tutta la sua sensuale bellezza. Il tallone magicamente velato dei collant color carne, che salivano su lungo la gamba ancora tonica e sensuale nonostante l'età, la piega dietro il ginocchio, e il retro delle cosce che sparivano sotto la gonna fino ad intravedere la parte più scura del collant.
In quel lunghissimo attimo, la mente ha cominciato a fantasticare, trasferendo le sensazioni al
mio membro che pulsava e si ingrossava trattenuto del tessuto dei pantaloni. In quei pochi secondi ho immaginato la signora Marta in tutte le posizioni possibili, e più pensavo a lei più la mia eccitazione si faceva evidente. Deve aver capito qualcosa girandosi, perchè un sorrisino complice le ha disegnato un paio di fossette sulla sua guancia.
Durante il rito della scelta del tessuto le sue mani hanno sfiorato le mie, almeno così mi è parso, perchè onestamente in quei momenti l'eccitazione e la tensione erotica erano talmente forti che non ero molto consapevole di quello che mi succedeva. "Ora diamo una controllatina alle misure" con questa frase la signora Marta mi ha risvegliato dal magico torpore che si era impossessato di me, e muovendomi come un automa mi sono preparato all'operazione.
Lei mi era molto vicina e mentre misurava il mio torace potevo sentire il profumo della sua pelle. Ho sentito distintamente il suo seno appoggiarsi su di me mentre mi passava il centimetro giallo dietro la schiena per misurarmi il torace, e mi è sembrato che le sue mani indugiassero non poco sui miei fianchi nel misurarmi il giro vita. Poi con il suo corpo sempre molto vicino al mio, e il calore e l'emozione che salivano sempre più, la signora Marta ha voluto controllare la lunghezza della camicia sul davanti....... non ricordo abbia mai preso quella misura in tanti anni di frequentazione del suo laboratorio. Con una mano teneva fermo il centimetro sotto il colletto, con l'altra scorreva il nastro giallo lungo il mio torace scendendo in basso, lentamente, troppo lentamente, con un fare che non era sicuramente il suo solito modo preciso ma sbrigativo di prendere le misure. Scendendo si è leggermente chinata e ho scorto il ginocchio velato che improvvisamente è comparso dallo spacco della gonna. La sua mano ha percorso verso il basso il mio corpo fino al bordo della camicia, con un gesto impercettibile ma repentino la signora Marta si è avvicinata ancora di più a me. Ora eravamo molto vicini e la sua mano quasi involontariamente si è fermata sulla patta. "Hei ma cosa c'è qui...... " così dicendo mi massaggiò lentamente il sesso, io ormai ero in preda al panico e l'unico muscolo che reagiva era il mio sesso che pulsava sempre più contro il tessuto dei pantaloni, mentre il resto del mio corpo era inerme, fermo. La signora Marta lasciò cadere il centimetro, si chino ancora un po' e mentre una mano continuava a massaggiarmi il sesso, con l'altra si intrufolava attraverso i bottoni, liberandoli ad uno ad uno dall'asola che li teneva chiusi. Io impietrito lasciavo fare, oramai era chiaro che il sogno finalmente si stava avverando. Con gesti lenti e precisi la signora Marta era ormai riuscita ad afferrare il mio membro e con fatica lo stava liberando dalla sua costrizione. E' stato un attimo, appena disteso e liberato dall'interno dei boxer, il mio sesso è stato avvolto dalle sue calde mani... la sua bocca ormai lì davanti si è schiusa, è uscita la punta tumida e rosa della lingua che ha incominciato a leccare lentamente il glande teso allo spasimo. Poi improvvisamente un calore morbido e avvolgente si è impossessato del mio sesso facendolo sparire nella sua bocca. Una scossa ha attraversato il mio corpo facendomi inarcare la schiena fino a spingere con forza il mio pene all'interno della sua bocca. Finalmente ebbi una reazione, con fare istintivo infilai le mia dita fra i capelli vaporosi dela signora Marta e la seguii nel ritmico movimento del pompino. Sentivo la cavità del suo palato e il calore della sua boccamuoversi ritmicamente sul mio sesso... Durò tantissimo, con lenti movimenti vedevo dall'alto il mio pene lucido di umori che usciva e poi lentamente entrava nella sua bocca.... ogni tanto la signora Marta si fermava, e con la sua lingua calda e morbida percorreva tutta la lunghezza del mio sesso dalla base fino alla punta tesa e turgida che poi faceva dolcemente sparire tra le sue labbra. Ero arrivato al culmine dell'eccitazione, sentivo il mio pene vibrare sotto i sapienti colpi della sua lingua, quando la signora Marta rallentò il ritmo, mi cinse i fianchi, e sempre leccando avidamente la mia pelle, salì lentamente lungo il mio corpo.
Salendo il suo morbido seno avvolse delicatamente il mio sesso dandomi una forte scossa di eccitazione, non resistevo più... stavo per venire sul suo seno......... Ma sono riuscito a trattenermi, le mie mani lasciarono i suoi capelli per percorrere il suo corpo verso il basso, le spalle, le braccia, i suoi fianchi generosi, fino a percorrere dolcemente le sue rotonde natiche ancora avvolte dalla morbida setosità del collant. Massaggiai delicatamente le sue generose e morbude forme, sentivo la fibra lucida delle calze scivolare sotto la pelle delle mie dita, e il mio pene li, che sfiorava le sue gambe, il nylon delle calze. l'ho baciata.... un lungo bacio dove la sua lingua esplorava avidamente ogni angolo della mia bocca, e io li, stretto alla signora Marta con una mano sulla schiena e l'altra sul culo, che la spingevo con forza a me. Muovevo ritmicamente il mio sesso stretto fra le sue gambe velate dal morbido collant color carne. Si è appoggiata al tavolo di lavoro e con un leggero saltino, in punta di piedi si è seduta, allargando finalmente le gambe e offrendo alla mia vista il suo sesso ormai fradicio di rugiada. Lentamente mi sono abbassato, baciando e assaporando ogni anglo del suo corpo, ho leccato e succhiato avidamente le sue generose tette, con le mani sui suoi fianchi a stringerla a me... Le ho baciato la morbida pancia, soffermandomi sul buchino dell'ombelico e poi giù, superato l'elastico dei collant, ora la mia lingua assaporava il sapore e la consistenza del nylon fino ad arrivare li..... Gli umori avevano superato la sottile barriera del collant e si mischiavano al sapore del nylon, ora con la bocca baciavo avidamente il suo sesso ricoperto dal leggero velo delle calze calde e umide di sapori e di profumi. Con le mani sulle natiche la spingevo forte a me schiacciando con forza il mio viso al suo sesso.... lei si muoveva lentamente appoggiando la schiena all'indietro e offrendo alla mia bocca il suo sesso, la lingua vagava impazzita sulla sua pelle gli occhi chiusi ad assaporare tutti i suoi umori. Ansimava, fremeva, sentivo il suo sesso bagnarsi sembre più, un rivolo di piacere colava lungo la gamba e le inzuppava il collant. Lentamente spingendola verso me l'ho fatta scendere dal tavolo, con le mani sui suoi fianchi l'ho girata, mi sono alzato e quasi conoscesse già la strada, il mio sesso è velocemente entrato dentro di lei. Da troppo tempo all'aria aperta, un dolce calore si è impossessato del mio sesso, una sensazione di caldo e umido pervase il mio corpo. Lentamente ma ritmicamente spingevo il mio sesso dentro di lei mentre con il viso appoggiato alla pelle della sua schiena, con le mani massaggiavo con forza le sue bellissime e morbide mammelle. La sentivo gemere, con la sua bocca mi cercava mentre io da dietro spingevo ritmicamente, appoggiato al suo corpo caldo e umido di sudore. Poi improvvisamente un forte fremito assale il mio corpo, aumento il ritmo fino a spingere con tutte le mie forze sul suo corpo, mi fermo... sento il mio seme percorrere il sesso ed entrare con forza in lei, rimango li, fermo schiacciato contro il suo corpo sulla sua pelle, ci appoggiamo esausti al tavolo, stanchi, felici. Poi piano piano scivolo fuori di lei, l'abbraccio dolcemente dandole un bacio sulla fronte. "torna spesso a trovarmi, sai... sono spesso sola quì........"

martedì 7 luglio 2009

Lettere ad un'amica conosciuta in rete. P.te 5°:



Buongiorno,
approfitto di un po' di calma (sono solo) per scriverti.
Innanzitutto volevo dirti che sono molto contento che apprezzi lo "stile" di quello che scrivo, ci tengo molto.... ovvio che il tema principale è il sesso.... ma mi piace trattarlo con dolcezza, con delicatezza, come credo debba essere il rapporto tra le persone in genere......

Oggi mi sono fatto un regalo........
sono stato alla Rinascente e con fare "furtivo" ho passato qualche meraviglioso istante davanti agli espositori dei collant..... speravo che da un momento all'altro una vocina da dietro mi dicesse...... "ma allora tu sei Giorgio !!!..... non ti immaginavo così......." E' stato molto emozionante, stare li, con un pò di imbarazzo, in un luogo non mio, un luogo dove solo le donne sostano disinvolte, un uomo al posto sbagliato, ma l'eccitazione di toccare quelle buste, sceglierle, controllare taglie e colori, sfiorare le confezioni con le dita esitanti, ..........mmmmmmmm.........

alla fine ho scelto, un paio di SISI be Free 20 den col. SABBIA, un paio di PHILIPPE MATIGNON cool summer 8 den col. NOCE delle meravigliose PIERRE MANTOUX Flou 10 den col. NERO e infine un paio di OROBLU' Couture Tresor 40 den col. MOKA. Ho fatto il disinvolto e con nonchalanche mi sono avvicinato alla cassa per pagare, l'imbarazzo era molto, ma la cassiera con aria indifferente ha passato le confezioni sotto lo scanner come se fossero state delle normali calze da uomo. Io invece ero eccitatissimo, sentivo il mio sesso pulsare nei pantaloni, desideroso di abbracciare il velo setoso e morbido di quei meravigliosi collant.
Ora sono qui sulla scrivania e mentre apro le buste ti racconto.........
Incomincio con i Sisi da 20 den color sabbia.... questi li ho comprati pensando a te... a quando mi hai scritto che preferivi i 20 den non molto scuri, appena possibile li proverò, voglio capire se quelli più velati sono piu morbidi, e che sensazione danno, io li ho quasi sempre comprati un po' più coprenti, 40/50 den anche perchè sulle mie gambe quelli velati non è che siano un gran bel vedere..... ma basta chiudere gli occhi, passarci su le mani delicatamente.... e tutto cambia.....appena riuscirò a provarli ti racconterò tutto nel dettaglio....
Ma torniamo alla magica busta............... le dita tremano un po' emozionate, stacco l'adesivo e infilo le dita delicatamente all'interno...allontano la busta e apro l'aletta che li protegge.....nel vederli piegati così chiari li immagino indossati..... è proprio un bel colore, chiaro, delicato, provo ad immaginarli dolcemente infilati in una gamba femminile..... la tua...perchè no?....... li tocco con il palmo della mano, sono molto morbidi, li passo tra le dita per sentirne la morbidezza.... sono soffici.........li prendo delicatamente con le due mani e li avvicino al viso.......... li tengo lì per qualche minuto....chiudo gli occhi....respiro profondamente, mi riempio di questo dolce profumo.......infine apro leggermente le labbra e con la punta della lingua salgo su....fino alla piega...... adesso sono completamente fuori dalla confezione, passo le dita sul corpino leggermente operato, e sul morbido elastico... poi piano piano infilo la mano lungo la gamba della calza, leggermente aperta per vedere la trama........ non riesco a fare a meno di avvicinare la mano velata al viso....sono arrivato alla punta, le dita sfiorano la cucitura, apro la mano............. mi accarezzo il viso...... e con l'altra mano mi accarezzo il braccio velato immaginando di accarezzare una gamba............sono veramente molto morbidi........ sono secondi intensi, ma troppo brevi..... cerco di stare così il piu a lungo possibile........con gli occhi chiusi.....
Poi li piego delicatamente, li avvicino al viso ancora una volta e li ripongo all'interno della busta.....peccato, è già finito tutto.....ma quel dolce profumo mi accompagnerà per tutta la giornata........
Sono felice di condividere con te questi attimi così intensi, sono più emozionanti se sai che c'è qualcuno dall'altra parte del monitor che condivide con te le stesse emozioni............ mi riempi un po' i miei pensieri, cerco di immaginarti, chissà come sei, chissà cosa indossi oggi....

a presto... e un bacio dove vuoi tu..........

lunedì 6 luglio 2009

E' stato un attimo...



.. eri li, a pochi metri da me, intenta a sistemare le cartelle che qualche cliente aveva appena visionato, eri talmente indaffarata nel tuo lavoro, seduta su quello scomodo pouff che non ti sei nemmeno accorta di me... e non ti sei nemmeno accorta che nella foga di finire il lavoro in fretta allargavi sempre di più le gambe, evidentemente non eri abituata a quella minigonna cortissima che qualcuno ti aveva costretto ad indossare per il tuo lavoro di standista. E io ero li, davanti a te, quando girandomi verso lo scaffale là in fondo ti ho vista. Effettivamente non è che abbia visto il tuo viso in quel momento, ma lo sguardo, come attratto da una magica calamita ha velocemente accarezzato le tue gambe, fermandosi li, esattamente in mezzo alle tue gambe affusolate e velate da un morbido collant bianco. Tu continuavi indaffarata nel tuo lavoro, mentre per me improvvisamente tutto il rumore della fiera è come se si fosse dolcemente ovattato, c'era un silenzio innaturale, tutto viaggiava al rallentatore, e le tue dolci gambe velate si muovevano lentamente facendosi ammirare sempre di più. con gli occhi ho accarezzato le tue dolci ginocchia, assaporando la morbidezza di quel collant finissimo, sono salito lungo le gambe ad accarezzare l'interno delle cosce, fino laggiù, dove gambe e collant si uniscono intorno a quel magico fiore. Non ricordo che scarpe avevi, o come eri vestita, ricordo solo il velo bianco e trasparente che copriva le tue gambe, la cucitura che si faceva intravedere lassù e probabilmente il chiaro delle tue mutandine appoggiate tra le calze e il tuo sesso.
Poi come scosso da un fremito ho alzato lo sguardo, e tu eri li.... che mi guardavi con un dolce sorriso, mi sei sembrata bellissima, mentre la vergogna saliva dentro di me. Ma tu hai continuato a sorridere, hai alzato impercettibilmente la fronte, e mi è parso di scorgere un timido occhiolino. Poi improvvisamente una pacca sulle spalle mi ha risvegliato dal quel magico tepore, "dai andiamo, quì abbiamo finito..." mi sono alzato come un automa, mi sono avviato verso l'uscita, ma prima di oltrepassare l'ingresso mi sono girato, come per assicurarmi che il sogno fosse realtà, e tu eri li, con la tua gonna grigia cortissima, le tue morbide calze bianche e il tuo bellissimo sorriso. Chissà se hai notato la mia felicità chiusa dentro i pantaloni.