martedì 10 novembre 2009

Sara


Sei arrivata prima di me questa sera, ho visto le tue scarpe abbandonate all'ingresso, la camicetta buttata sul divano, e i pantaloni sulla maniglia della porta del bagno.
Mentre aspetto che tu esca dalla doccia, scarto i pasticcini che ho comprato questa sera per noi due, preparo i bicchieri, e metto su l'acqua della pasta, nel caso ci venisse fame più tardi. Forse te l'ho già detto tante volte ma mi piace molto l'allegria che hai portato in questa casa, mi piace trovare i tuoi vestiti in giro, mi piace quando ti metti le mie cose... sei buffa con i miei pantaloni che ti stanno larghissimi e i tuoi piedi nudi sul pavimento che pestano l'orlo troppo lungo. Sei molto sensuale quando ti avvolgi nei miei maglioni e sopratutto quando scopro che sotto non hai nulla a parte i collat velatissimi che ti ho regalato io.
Sento i tuoi passi leggeri sul pavimento di legno, sento il tuo corpo  adagiarsi delicatamente sul grande divano rivolto verso la finestra.
Non ti guardo, voglio immaginarti nuda, sul divano in attesa delle mie mani, dei miei baci... Mi avvicino a te e vedo una leggera bretellina blu delicatamente appoggiata alle tue spalle, i capelli ancora un po' umidi, e il tuo profilo disegnato dalla tenue luce della sera che entra dalla grande finestra di fronte. Mi avvicino, ti accarezzo le spalle, le mie dita giocano con le bretelle di questa sensualissima sottoveste di raso blu. Ti accarezzo le spalle e poi sedendomi dietro di te, faccio scorrere delicatamente le mie mani sul morbido e liscio tessuto che drappeggia il tuo corpo.. Sento il tuo seno morbido, rotondo, riempio le mie mani di questa magica morbidezza mentre sento tra le dita i capezzoli già turgidi e pieni di desiderio. Delicatamente ti bacio sul collo, tu alzi un po' la testa e mentre le mie braccia ti stringono in un dolce abbraccio, ti sussurro "mi sei mancata oggi"... .......
E mentre continuo a giocare con la lingua sul tuo collo profumato, le mie mani scivolano delicatamente lungo il tuo corpo. Si fermano per un po' sulla pancia morbida, le dita ricamano strani disegni attorno all'ombelico, e poi lentamente si abbassano Incontrano il bordo morbido del collant.... Sento il mio sesso irrigidirsi... e lo appoggio a te, alla tua schiena..... Te ne sei accorta e ti appoggi a me inarcando leggermente la schiena, le mie dita superano l'elastico e si infilano delicatamente verso il basso. Tu ipercettibilmente allarghi le gambe come a favorire l'incontro tra le mie dita e il tuo sesso..... la tua schiena appoggiata a me, le mie dita che lentamente entrano dentro te. Sento il tuo desiderio bagnare le mie dita, renderle vischiose e liquide sento il tuo respiro farsi più ritmato. Ti voglio, ho voglia di te, ma devo fare piano, con delicatezza per gustarmi ogni istante di questa magica atmosfera. Le mie dita giocano dentro di te, scivolano lungo le tue labbra umide, i collant si impregnano dei tuoi umori mentre io, dietro te continuo a strusciare il mio sesso contro il raso liscio che mi divide dal tuo corpo. I tuoi capelli profumati sul mio viso, una mano che ti stringe il seno e l'altra li, nel caldo del tuo sesso, prigioniera di quel magico e leggero velo. Chiudo gli occhi, voglio sentirti con le mie dita, con la mia pelle, voglio stringerti a me dolcemente, voglio sentire la tua pelle sulla mia..... ti voglio.
Le mie mani ora percorrono le tue gambe velate, accarezzano il velo liscio che le ricopre, ma poi finiscono sempre li, in mezzo, dove il calore della tua voglia sembra attrarle. Il velo del collant cede, entra dentro te, si riempie dei tuoi caldi e dolci umori. Ti accarezzo il tondo del sedere, ti sollevo leggermente per poterti sfilare un po' il bordo dei collant, sento la tua pelle fresca accarezzare il mio sesso che avido cerca piano piano di percorrere il solco delle tue natiche per infilarsi nel lago caldo di te.
E mentre ti bacio e ti lecco la schiena sento il caldo del tuo sesso che piano piano avvolge il mio... mi sento scivolare dentro te che cominci a muoverti lentamente. Amo tantissimo possederti così, abbracciarti da dietro, scorrere le mani sul tuo corpo, stringerti i seni, accarezzarti la pancia, mentre il tuo sedere avvolge il mio sesso. Non c'è fretta in questi gesti, io e te a guardare fuori dalle finestre la città nella notte, mentre il mio sesso entra dentro te, ti riempie di dolce passione. Amo fare scivolare le mie mani sulle tue gambe velate, amo chiudere gli occhi per sentire la seta di questo magico velo sotto le dita... Amo sentire il mio sesso gonfiarsi fino ad esplodere dentro di te tutta la mia voglia di te.... e poi stare li, fermo, con te sulle gambe, il viso appoggiato alla tua schiena ad accarezzarti fino a quando piano piano esco da te, e un rivolo di piacere cola sulle mie gambe.... Non ho più voglia di mangiare..... ti alzi lentamente, ti giri verso me, e finalmente vedo il tuo meraviglioso sorriso... sali su di me, la tua fichetta ancora umida è di nuovo su di me.... non ci metto molto... sono di nuovo eccitato, la mia lingua cerca la tua... ci abbracciamo languidi.... sarà una lunga notte di passione.....

venerdì 9 ottobre 2009

Adi


Divido lo studio con altre persone che ogni tanto ospitano dei ragazzi in stage. Generalmente arrivano dall'accademia o da qualche istituto d'arte e, forse per l'età, forse per il tipo di atteggiamento da "artisti", non sempre incrociano i miei desideri erotici.
Ma da qualche giorno una nuova luce è entrata fra noi.... Si chiama Adi, è di origine Israeliana ed è bellissima....
Si è presentata qualche giorno fa alla porta con un sorriso timido, due occhi neri profondissimi, una cascata di capelli neri e tre parole di italiano in tutto... Non è stato facile capire subito che cosa volesse, ma la sua bellezza mi ha colpito profondamente e siccome sono stato il primo ad accoglierla siamo diventati amici subito e se ha bisogno di qualcosa preferisce venire da me, con enorme invidia di tutti i maschietti dell'ufficio. Ormai sono già un po' di giorni che ci frequenta e devo dire che con il tempo è diventata decisamente più spigliata, il suo italiano è lievemente migliorato, ma è rimasto nel suo viso quello sguardo timido che mi fa letteralmente impazzire. Fisicamente è anche decisamente carina, non è molto alta ma ha un fisico proporzionato... due belle gambe, due seni piccoli ma molto invitanti. E come tutte le ragazze della sua età, non fa nulla per nascondere la sua acerba bellezza, con i suoi leggins neri, le sue magliette lisce e aderenti al corpo. Ieri è arrivata in ufficio che non c'era ancora nessuno.. io come al solito arrivo sempre con notevole anticipo per organizzare con calma la giornata. Adi si è subito avvicinata a me, e con il suo italiano stentato mi ha chiesto se poteva mettersi vicino a me per vedere cosa facevo... ho dovuto chiudere in fretta Facebook, non volevo che scoprisse subito le mie "passioni". E facendo finta di lavorare abbiamo incominciato a chiacchierare. Per la verità era lei che parlava, io mi limitavo ad annuire anche perchè riuscivo a capire solo qualche parola dal suo inglese fluente. Con fare sensuale Adi si è seduta sulla scrivania creandomi non poco imbarazzo, le sue gambe velate da leggins neri erano a pochi millimentri dalle mie mani e la voglia di accarezzarle quelle gambe stava aumentando sempre più. Ovviamente da quella posizione per parlarmi si doveva chinare leggermente facendomi scorgere le sue tenere tettine dalla scollatura della maglietta. Era dura... ma riuscivo a mantenere un contegno dignitoso nonostante la mia ecitazione stesse aumentando ogni minuto che passava. Era veramente una situazione molto ecitante, e Adi sembrava volesse renderla ancora più "calda", aveva un tono di voce caldo e sensuale, accavallava le sue meravigliose gambe e gesticolando se le accarezzava spesso. Fino a quando chiacchierando amabilmente, si avvicina a me, e mi sussurra una frase incomprensibile in inglese dalla quale sono solo fiuscito a capire "friends"  e "very exciting" o qualcosa del genere. Ovviamente per non fare la figura dell'ignorante ho fatto cenno di si con la testa e le ho fatto il miglior sorriso che potevo. Non so bene cosa lei abbia capito, ma mi ha sorriso dolcemente, ha socchiuso gli occhi e piano piano ha avvicinato le sue labbra alle mie.... Ho visto due labbra umide e scure avvicinarsi a me aprendosi leggermente..
Improvisamente ho sentito una lingua umida e vogliosa entrere dentro alla mia bocca, io immobile, senza sapere cosa fare, ricevevo quel bacio da giorni atteso che mai avrei sperato di ricevere. Con gli occhi chiusi, mi stavo gustando quel bacio caldo, quel profumo intenso di donna acerba, quella lingua vogliosa che esplorava la mia bocca. Ho liberato la scrivania dai fogli che la occupavano e piano piano ho fatto scivolare Adi verso me. Ho appoggiato le mie mani ai suoi fianchi, e il contatto delle mie mani con la sua maglietta ha aumentato in me l'eccitazione. Adesso Adi è di fronte a me, le sue gambe mi stringono i fianchi, la mia bocca scende sul suo corpo, la sento ansimare leggermente, quasi non voglia fare rumore. La bacio avido sul collo, le sfioro con le mie labbra i dolci seni e infine affondo il viso sul suo morbido pancino, mentre con le mani la tiro verso me. Le alzo leggermente la maglietta e sento sotto le mie dita la sua pelle acerba, morbida, liscia..... Sono molto prudente nei movimenti... ho paura che da un momento all'altro mi dica di fermarmi, o ancora peggio che qualcuno entri in ufficio. Questa situazione di tensione però aumenta notevolmente la mia eccitazione, sento il mo sesso spingere sempre di più. La stringo forte a me, sento il calore del suo corpo sul mio viso, il tondo piccolo e velato del suo sedere mi riempie le mani..... Voglio sentire il profumo del suo sesso, voglio tuffarmi in quel meraviglioso lago profumato. Piano piano le mie mani esplorano i suoi fianchi, giocano con il bordo dei leggings, si itrufolano un po, per poi uscire di nuovo. Questo gioco sembra eccitarla molto, Adi spinge il suo pube veso di me, sento le sue gambe tese che mi stringono forte i fianchi. Ho voglia, voglia di sentire il suo sapore, voglia di sentire le sue dolci e umide labbra avvolgere il mio sesso. Con una mano provo timidamente a sfiorarle il sesso, percepisco un leggero fremito, Adi inarca il suo corpo e abbandona la testa all'indietro, capisco che desidera quanto me andare avanti, non fermarsi adesso.... cucceda quel che succede. I suoi leggins sono completamente fradici, la accarezzo e sotto le dita, attraverso il velo mi accorgo che non porta nulla, solo quel magico velo tra le mie dita e i suoi umori. Non resisto più, mi slaccio i pantaloni, li abbasso e finalmente libero il mio sesso ormai teso fino all'inverosimile, mi siedo e avvicino la mia bocca alle sue dolci labbra. Attraverso il velo dei legginns, la bacio, lecco e assaporo i suoi dolci umori, misti al profumo intenso del nylon e dei suoi umori. La mia lingue segue e raccoglie ogni piccola goccia di piacere che cola dolcemente lungo la sua gamba. Adi seduta sulla scrivania ed io comodo sulla mia sedia con i pantaloni al fondo delle gambe e il viso affondato nel suo sesso caldo e ricco di umori. Dopo attimi passati troppo in fretta, le abbasso lentamente i leggins, scoprendo la sua pelle chiara e un piccolo cespuglietto di peli neri. Mi tuffo tra le sue labbra, le sento calde, gonfie di desiderio, i miei umori si uniscono ai suoi.... mentre lontano sento il suo ansimare carico divoglia. Lentamente la stringo a me, la sollevo e la faccio scivolare piano su di me, sul mio sesso dritto e duro, pronto a prendersi cura di lei, della sua dolce fighetta. Faccio piano, mi sembra un buchino ancora stretto, ma gli umori già abbondanti mi aiutano a scivolare dentro lei. Non dice nulla, solo un frenetico ansimare accompagna la sua lente discesa verso me. Sento il mio sesso scivolare piano dentro di lei, il calore del suo corpo avvolgermi, stringermi. L'abbraccio forte come a difenderla da quel gesto che la sta violando, sento una leggera resistenza, ma poi l'affondo, sento che si stringe forte e mi abbraccia, sento le sue unghie contro la mia schiena. Spero di non averle fatto male, di non aver forzato troppo quel buchino umido e desideroso di me, ma forse ancora poco abituato a simili situazioni. Sento che piano piano la tensione si allontana, sento che la presa si fa sempre meno forte, e dolcemente incomincia ad alzarsi, facendo scivolare su e giù il mio sesso dentro di lei. Seguiamo il ritmo delle nostre voglie per un po' mentre le mie mani le accarezzano ogni millimetro di pelle, la mia lingua accarezza avida i suoi capezzoli piccoli e durissimi. Le sue tettine davanti alla mia bocca, le mia bocca sulla sua pelle, lei ansimando mi stringe la testa contro il suo seno.
Solo ora mi rendo conto di aver raggiunto l'apice, sento le gambe tremare, un brivido forte risale lungo il mio sesso, stò per scoppiare.... è un attimo, solo all'ultimo momento riesco velocemente a sfilare il mio sesso da lei che esplode tutta la mia eccitazione sulla sua pancia, lei si stringe ancora una volta a me come per non lasciarmi più andare, rimaniamo stretti per qualche minuto, mentre la tensione scende. Riesco a vedere i suoi occhi lucidi e felici il suo splendido sorriso. E' un attimo bellissimo, intenso... poi piano piano si alza, raccoglie un fazzolettino per pulirsi, ma prima di allontanarsi si abbassa su di me, le sue labbra sfiorano il mio sesso in un dolce bacio, la sento sussurrare qualcosa di incomprensibile, al contatto con le sue labbra ho un piccolo sussulto come a salutarla....
Sento la porta dell'ingresso aprirsi, stanno entrando, la giornata incomincia...

lunedì 24 agosto 2009

Brighton, agosto '83



Questo racconto lo dedico a te, mia dolce amica, ti ho incontrata per caso, ma mi hai fatto ricordare quella fantastica estate a Brighton

Avevo diciotto anni, la Vespa appena restaurata, gli specchietti, i fari.... e una grande voglia di viaggiare.
Ero un Mod, o almeno avevo molti amici Mod. Mi piacevano per quel loro stile elegante, le giacche strette, le cravattine nere, le Fred Perry, il Parka e l'immancabile Vespa piena di accessori. E poi c'erano loro, le Modette, le nostre ragazze. Mi erano sempre piaciute le ragazze dei Mod, perchè anche loro avevano uno stile inconfondibile, ed erano tremendamente sexy con i loro abitini anni cinquanta, le gonne corte e le calze.... I loro meravigliosi collant che esaltavano la loro eleganza, spesso bianchi opachi oppure neri, qualche volta con disegni geometrici. Forse è per quello che mi sono sempre piaciute le modette, per le gonne corte e per i loro collant. Il viaggio a Brighton era il sogno di tutti noi, il pellegrinaggio dove molti anni prima i veri Mod Londinesi andavano a passare i week-end tra feste, alcool, droga e scazzottate sulla spiaggia con i Rockers, i loro nemici da sempre.
Quell'anno sono partito solo, con la mia Vespa e tanta voglia di divertirmi, avevo attraversato la Francia, passato la Manica in traghetto e finalmente ero approdato sulle bianche scogliere di Dover.
Avevo trovato alloggio in una pensioncina vicino al centro della città, nella zona dei locali alla moda, di giorno visitavo i dintorni sempre in sella alla mia Vespa e la notte la passavo nei locali del centro dove avevo iniziato a conoscere un sacco di persone.
Quella sera il locale era particolarmente affollato, ricordo la musica bellissima e assordante, le birre, i balli scatenati in pista al ritmo della musica Northen Soul e loro..... le fantastiche Modettes. Ogni tanto durante la serata, mi sistemavo al bordo della pista ad ammirare quelle fantastiche gambe.... Tra le luci colorate cercavo di spiare sotto le gonne cortissime che ogni tanto si sollevavano un po'. Fu in quel momento che mi accorsi di lei, ballava sola un po' di lato, vicino al bancone del bar. Sarà la birra, sarà che a me sembrava bellissima, fu così che decisi di avvicinarmi a lei. Subito sembrava non si fosse accorta di me, era molto concentrata nel ballo, la testa bassa e le movenze perfette. Ne approfittai per guardarla meglio, sotto le luci intermittenti della pista. Aveva un vestitino molto elegante che le evidenziava un paio di tettine fantastiche, sembravano piccole, ma molto ben proporzionate, il vestito poi le strizzava la vita sottile e le evidenziava i fianchi per finire quasi subito in una gonnina corta dalla quale spuntavano due favolose gambe velate da un morbidissimo paio di collant bianchi. Era bellissima, io ero eccitatissimo e il mio sesso spingeva sotto i pantaloni super attillati che portavo quella sera. Poi finalmente alzò lo sguardo, mi guardò per pochi secondi e un fantastico sorriso le disegnò il volto. Risposi anch'io con il sorriso migliore del mio repertorio, mentre dentro di me una sequenza di emozioni mi assaliva.... cercai di resistere alla tentazione di saltarle addosso e cercai di mantenere tutto il mio aplomb da perfetto Mod.. Ballammo per tutta la sera, sembrava non volersi staccare dalla pista, non si fermava mai, nemmeno per bere, ho faticato non poco nel tentativo di resistere al suo ritmo. Ogni tanto abbassavo lo sguardo per ammirare i suoi delicati piedini chiusi nelle college nere. Le gambe meravigliosamente velate da quei collant bianchi che si coloravano ad ogni cambio di luci, mi eccitavano tantissimo, avrei voluto toccarle, sentire la morbidezza del velo... anche solo per un istante. Poi finalmente la voce calda di Solomon Burke uscì dai potenti altoparlanti e le note di una dolcissima Flesh And Blood avvolse il locale...
Lei allungò le braccia verso di me, e senza nemmeno dirci una parola ci stringemmo in un dolcissimo lento. La strinsi dolcemente a me, quel momento, l'attimo più bello e dolce che avessi mai vissuto, ero a Brighton pieno di birra, eccitatissimo e abbracciato ad una bellissima e misteriosa ragazza. La stringevo, sperando che la mia eccitazione non fosse troppo evidente, mentre le mie mani cercavano di percepire ogni minimo particolare del suo corpo e del suo abbigliamento. Mi accorsi che non portava il reggiseno, le mie dita non avevano trovato i caratteristici gancetti e le bretelline, portava invece una canottierina sottile che le evidenziavano ancora di più le sue piccole, meravigliose tettine dalle quali spuntavano due morbidi capezzoli che dolcemente si appoggiavano alla mia camicia bianca ormai zuppa di sudore. Lei invece profumava...... e in quel dolce abbaraccio le mie mani le cinsero i fianchi, le mie dita sfioravano l'elastico dei collant appena appena percettibile sotto il tessuto morbido del vestito. Poi le ultime note di sax sfumarono e approfittai di quel brevissimo attimo di silenzio tra un brano e l'altro per chiederle nel mio stentato inglese, se aveva voglia di uscire a prendere un po' d'aria fresca... Credo non mi abbia nemmeno risposto, ma si avviò verso l'uscita... ci infilammo i nostri Parka e uscimmo sulla strada umida di quella pioggerellina fine che spesso scende dalle grigie nuvole inglesi. La tenevo stretta in vita la mia bellissima conquista, e senza mai dirci una sola parola ci avviammo stretti stretti verso il vicolo a fianco del locale. Appena svoltato l'angolo, lei si fermò, si voltò verso di me.... vidi i suoi occhi azzurrissimi chiudersi dolcemente e le sue labbra umide aprirsi lentamente e avvicinarsi a me.... chiusi gli occhi anch'io e una lingua calda e piena di desiderio entrò dentro di me. I Parka ampi e caldi ci proteggevano mentre le nostre mani ormai senza freni percorrevano i nostri corpi. Eravamo in piedi, appoggiati al muro nel retro del locale, un intenso profumo di muschio ci avvolgeva, mentre nella fioca luce del vicolo si intravedevano altre coppie prese dal nostro stesso fervore.
Le mie mani, protette dai giacconi spessi corsero subito verso l'orlo della gonna, un attimo di esitazione, poi lentamente si appoggiarono a quelle calze così morbide e così desiderate. Le alzai la gonna, la stringevo a me mentre con le mani avide le percorrevo le gambe, l'interno della coscia che nel frattempo si era alzata incastrandosi fra le mie gambe, il sedere morbido e velato, bellissimo...... Le nostre labbra incollate, le nostre lingue calde che si rincorrevano e ogni tanto una legera nuvoleta di vapore usciva dai nostri corpi in quella fredda serata di fine estate. Piano piano le abbassai il collant, e mentre l'accarezzavo le mie dita si spinsero dentro di lei, giocavano con i peletti morbidi del suo sesso, per poi sentire tutto il suo desiderio ormai fradicio di umori. Ricordo la sue pelle morbida e calda in contrasto con il fresco dell'aria, ricordo le risate e la fatica per riuscire a slacciare i miei pantaloni... e poi finalmente con una voglia ormai irrefrenabile scivolai dentro di lei.... La sentivo fremere, il suo respiro farsi sempre più affannato, mentre la stringevo a me in quel meraviglioso momento, gli occhi chiusi il suo profumo e il calore del suo corpo che mi avvolgeva, che avvolgeva il mio sesso dentro di lei, e le mie mani che avide accarezzavano il velo delle sue calze bianche. E' stato un istante breve e intenso, il desiderio era troppo, sentivo dentro di me salire un brivido di eccitazione... riuscii non so come a staccarmi da lei proprio un attimo prima di esplodere tutto il mio desiderio in un fazzoletto già pronto.
Rimanemmo stretti per un po' e fu in quel dolce momento che finalmente sentii la sua voce, mi sussurrò "thanks" all'orecchio e fu la parola più bella e dolce che ricordo di quella vacanza.
Abbiamo passato la notte sui ciotoli in riva al mare sotto il pontile del Pier, ricordo le sue labbra, la luna che illuminava le sue meravigliose calze bianche e i suoi piedini velati, ormai bagnati dall'acqua del mare.
Solo al mattino ho scoperto che si chiamava Laura e che veniva da Parma.

Consigli per ricreare l'atmosfera: una birra non troppo fredda, nel lettore dvd il film cult QUADROPHENIA oppure
la musica degli Who, Paul Weller e i Jam, Solomon Burke la musica Ska, il Soul e il Northen Soul.....




lunedì 10 agosto 2009

Sogno d'Estate



Ho appoggiato il piede sul gradino metallico mentre la scala mobile mi tirava su, verso il secondo piano del centro commerciale, lo sguardo basso scrutava le mie scarpe, i gradini che disegnavano linee parallele sul pavimento.
Lo sguardo avanza, segue le linee rette che si incrociano sul gradino davanti e poi piu in là....
Fino ad incrociare una scarpa nera, un tacco non molto alto sul quale è appoggiata una caviglia accarezzata da un leggero velo grigio. Lo sguardo sale, percorre la caviglia perfetta, ne scorgo le sfumature di grigio che modellano il polpaccio, le leggere piegoline nell'incavo dietro al ginocchio e poi più in su... scorgo l'interno della coscia, meravigliosa, velata di grigio e l'ombra della gonna leggera che ne scurisce la vista.
Si intravede la zona più scura della calza attorno alla coscia... è un collant, morbido, velato, meraviglioso. Vorrei che il mondo attorno sparisse, vorrei poter appoggiare le mie mani su quelle gambe perfette, velate, lisce.... vorrei salire con le dita, sentire la consistenza del velo, abbracciare i fianchi. Vorrei sentire il profumo, appoggiare il mio viso tra quelle gambe, salire, assaporare il profumo di nylon e di desiderio racchiuso tra quelle gambe. Vorrei assaggiare quel velo, accarezzarti con la lingua, risalire piano piano lungo le gambe, affondare le labbra tra le cosce, infilarmi con la bocca tra il tondo del sedere. Li, dove il velo del collant si tende e rimane sospeso tra le due natiche, affondare il viso, mentre le mani ti accarezzano il pube, si infilano sotto l'elastico, giocano con le tue labbra intrise di umori. Vorrei stringerti a me, il viso appoggiato a te, mentre il mio sesso risale tra le tue gambe, si strofina tra il velo della calza, stretto tra le tue gambe fremente di desiderio. Salirei fino alle tue dolci labbra, da dietro ti abbasserei delicatamente le calze per accarezzare il tuo sesso ormai tumido di piacere con la mia voglia di te. Entrerei piano piano dentro di te, mentre con le mani ti accarezzerei le cosce, ti stringerei verso me. E tu in silenzio con il respiro affannato, appoggiata al bordo della scala, le gambe leggermente dischiuse per accogliermi dolcemente dentro te. Sentirei il calore del tuo sesso attorno a me, il mio seme risalire ed esplodere dentro te, sentirei i tuoi rantoli di piacere mentre le mie mani percorrono il tuo corpo, la tua pelle.
Ma siamo arrivati, un piccolo passetto con le tue gambe eleganti e ti allontani bellissima. Io rimango li, fermo a guardarti mentre te ne vai con la gonna che danza su quelle meravigliose gambe velate da un paio di collant grigio chiaro. Sei bellissima, piccolo sogno d'estate.

mercoledì 22 luglio 2009

Collant & Biciclette

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Aria di primavera



Maggio, come ogni mattina percorro in auto il corso diretto verso l'ufficio, ma oggi c'eri tu. Ti ho vista la in fondo, ferma al semaforo proprio di fronte a me, da lontano non capivo bene ma mano a mano che mi avvicinavo la tua immagine appariva sempre più definita e il mio respiro si faceva sempre più affannato. Fino a quando mi sono fermato anch'io a quel semaforo proprio di fronte a te, il rosso del semaforo mi guardava e tu ferma sulla bicicletta lungo la pista ciclabile in attesa che una luce verde ti concedesse di passare. Ma io ho pregato che tutto si fermasse, che il tempo come d'incanto si congelasse per quei meravigliosi secondi nei quali ti ho incrociata. Il piede, leggero, meraviglioso, appoggiato a terra calzava una elegante ballerina nera. La caviglia scura velata da un meraviglioso collant nero, che ricopriva di calde sfumature le tue gambe bellissime. Ma il colpo al cuore l'ho ricevuto quando ho visto l'altra gamba, delicatamente appoggiata al pedale, il ginocchio in avanti con il velo del collant teso e sottolineato dal colore più chiaro. Sono stati attimi intensi, ho seguito il profilo della gamba disegnata dalla sfumatura delle calze, ho visto la coscia velata infilarsi maliziosamente nella gonna, ho visto il buio del tuo sesso laggiù, in fondo, fino a dove i miei occhi sono riusciti a scrutare, fino a dove sono riuscito a immaginare. Avrei voluto essere un leggero venticello, per accarezzare quelle meravigliose gambe, per avvolgermi alle caviglie, risalire fresco lungo le tue gambe così poeticamente esposte all'aria di questa mattina di Maggio. Avrei accarezzato delicatamente le cosce, avrei goduto del soffice velo che ti ricopre le lunghe e affusolate gambe per poi finire li, dove le gambe si incontrano, al centro della tua bellezza, avrei accarezzato il tuo sesso, ti avrei donato un dolce brivido, avrei assaporato il profumo del tuo sesso lavato di fresco misto al profumo dei tuoi collant indossati da poco, avrei.........
Poi uno scatto improvviso, sei partita veloce, ho avuto il tempo per un ultimo sguardo, mi sei passata vicino, la gonna leggera che si alza, la tua mano che maliziosa la blocca e la gamba velata che per un istante, un meraviglioso istante si scopre, il nero della calza che disegna la tua coscia, il bordo della gonna che scivola lungo il velo della calza, il bordo più scuro del corpetto, che sbuca malizioso dall'orlo della gonna.
Un sorriso disegna il mio volto, oggi 5 Maggio ho visto una fata..... e aveva un paio di collant neri.

lunedì 20 luglio 2009

In viaggio con Cristina pt.1



Cristina la conosco da parecchi anni, lavora in un'azienda per la quale sono consulente, ci sentiamo spesso al telefono, più raramente ci incontriamo, ma sempre per lavoro. Nelle lunghe e frequenti telefonate, nel tempo siamo passati dalle fredde chiamate "professionali", a dirci delle cose sempre più personali, e ogni tanto non ricordo nemmeno più come, si è anche parlato di sesso, sempre in modo velato e ammiccante, ma piano piano le avances da parte di tutti e due si sono fatte sempre più frequenti. Senza concludere nulla però, nemmeno un invito a cena, perchè a parte il lavoro, gli impegni e la vita non ci hanno permesso di vederci se non negli anonimi uffici dell'azienda dove lavora. Ho scoperto che Cristina è single nonostante non sia più una ragazzina vive ancora con i genitori, questa cosa l'ha resa ancora più interessante ai miei occhi perchè mi sono fatto l'idea che possa avere un certo desiderio di sesso, mi è sembrato di capirlo da come parla dell'argomento e da come mi guarda quando ci incontriamo. Via via che la reciproca confidenza ci scioglieva, c'è pure scappato qualche bacio, casto, ma pieno di voglia e con le mie mani appoggiate ai suoi fianchi che non volevano più staccarsi da lei.
A Maggio ogni anno la sua azienda partecipa ad una fiera in un'altra città e lei come responsabile commerciale vi partecipa mentre io, dovendomi occupare della stand parto qualche giorno prima e rimango per i primi giorni di fiera. Purtroppo non siamo mai riusciti a stare un po' soli insieme, perchè in quei giorni, spesso ci si muove in gruppo con tutti gli altri dipendenti presenti.
Quest'anno però è successo l'imprevisto, a pochi giorni dalla partenza ricevo una chiamata da Cristina che mi chiede se può venire a Firenze con me, perchè ha bisogno di anticipare la sua presenza in fiera, chiedendomi anche se riesco a trovarle un posto in albergo perchè in quello dove prenotano di solito non c'è più posto. Un paio di telefonate e riesco ad organizzare il tutto e le trovo una camera nel mio albergo, ma al piano di sotto.
Ci incontriamo un Martedì mattino molto presto quando una leggera nebbiolina rende ancora fresche e brumose le mattinate di Maggio. Arrivo puntuale sotto casa sua, un discreto squillo di cellulare e la vedo uscire dal portoncino di casa sua trascinando una grande valigia nera. Scendo per aiutarla, carichiamo in auto la valigia e dopo un bacio abbastanza formale saliamo in macchina e inizia il viaggio. Cristina si toglie la giacca, la sistema sul sedile posteriore e si accomoda. Indossa una maglia leggera e morbida che si appoggia dolcemente al suo corpo, riesco a distinguere il suo seno evidenziato dalla cintura di sicurezza che le passa sul davanti. una gonna scozzese aperta sul davanti e trattenuta da una spilla, fa da cornice alle sue gambe velate da un bel paio di collant grigi opachi. Inizia il viaggio e Cristina si dimostra subito molto simpatica e loquace, si muove di continuo e gesticola per ogni cosa che dice. Io sono attento alla strada ma ogni tanto l'occhio mi cade sulle sue gambe meravigliosamente velate dal collant grigio. Nei movimenti ogni tanto la gonna si sposta e si apre leggermente, per me è molto difficile concentrarmi sulla guida e nello stesso tempo ammirare questa dolce visione che Cristina inconsapevolmente mi offre. Dopo qualche chilometro e dopo una sosta con colazione all'autogrill, dove ho potuto ammirare meglio l'abbigliamento di Cristina e il suo dolce ondeggiare mentre cammina, il viaggio continua allegramente con una fantastica compagna al mio fianco: Non la immaginavo così spigliata, e a un certo punto mi chiede: "ti da fastidio se tolgo le scarpe e se tiro su le gambe?" "figurati" le rispondo io...pregustando la dolce visione delle sue gambe aperte sul sedile. E infatti il mio pensiero si avvera.. Cristina sfila delicatamente le scarpe, liberandi i suoi piedini, che delicatamente prende in mano massaggiandoli e tirandoseli su, sul sedile. A quel punto la gonna si ritira ulteriormente offrendomi una visione unica, le sue cosce velate che si spalancano, dolcemente appoggiate al sedile. "scusami" mi dice cercando di allungare la gonna, per coprirsi un po.... "figurati" le rispondo io in un impeto di sfacciataggine "mi piacciono molto i tuoi collant" "davvero?" mi risponde lei.." dovresti sentire come sono morbidi..." a quel punto non resisto più, o la va o la spacca... "sentiamo" e le appoggio delicatamente la mano sulla caviglia. Sono effettivamente molto morbidi, la mia mano leggera le accarezza timidamente la gamba, e lei non dice niente.....
Io continuo, il mio sesso ormai duro, pulsa dentro i pantaloni, la mia mano percorre delicatamente la sua gamba, le accarezzo il piede facendo scorrere sotto le dita il velo del collant. Cristina si muove, si distende leggermente quasi per offrirmi meglio le sue gambe al mio massaggio. "mmm che mano delicata... chissà come saranno contente le tue spasimanti.." butta lì Cristina socchiudendo gli occhi e mordicchiandosi le labbra. "Se vuoi, ti faccio provare.." . "Dai" è la sua semplice, secca risposta... a quel punto il mio massaggio si fa più insistente, percorro le sue gambe in un massaggio pieno di eccitazione, mentre devo stare attento alla strada, le guardo le gambe velate di sfuggita alternando lo sguardo alla riga tratteggiata sull'asfalto. La mia mano avida le percorre le gambe, le accarezza le cosce, spingendosi sempre più avanti ad ogni carezza. Io ho il cazzo durissimo, e con difficoltà sto cercando di mantenere una calma sempre più difficile... le mie mani esplorano le sue gambe, lei distesa al mio fianco con gli occhi chiusi, ogni tanto accompagna il mio massaggio con le sue mani sulle mie. Percorro
l'interno delle cosce e salgo su, timido ma deciso, le mie dita giocano con il velo delle sue calze fino a quando raggiungono il suo sesso.
Cristina non porta le mutandine, me ne accorgo da come le mie dita affondano dentro di lei, trattenute dal velo dei collant. Lei mi prende la mano fra le sue, e mi schiaccia le dita sul suo sesso caldo e umido di piacere.
Ha gli ochi chiusi e stà gemendo di piacere.
"Fermati" non resisto più".... e istintivamente tolgo la mano... " Ferma la macchina, ma non la mano stupido!!!!" mi dice.......

continua........

venerdì 17 luglio 2009

Dietro te..




Ho incrociato il tuo sorriso sotto i portici, quando ci siamo sfiorati tra la folla, ma io ti avevo già vista prima, da lontano... avevo visto le tue lunghe gambe velate da quel collant Moka, sarà stato un 40/50 den. avevo notato il marrone setoso e opaco che ricopriva le tue gambe come un caldo abbraccio, quei riflessi lucidi che corrono lungo le tue gambe. Le scarpe scamosciate con un piccolo tacco che si avvicinavano verso di me in un dolce ticchettio, la gonna che svolazzava ancora un po' leggera per questa fine di febbraio, il giubbotto strizzato in vita che dava ai tuoi fianchi una silhouette deliziosa. Ma mentre avanzavi verso di me, il mio sguardo era incollato alle tue gambe, belle, setose, velate. Mi hai superato, mi è sembrato un sorriso quello che avevi quando sei passata oltre, un attimo e decido di seguirti, da lontano con discrezione..... Da dietro sei ancora più sensuale, posso ammirarti indisturbato, le tue caviglie sottili, le calze che salgono su, lungo le gambe per poi sparire sotto quel sottile velo di seta a fiori che cinge i tuoi fianchi. E mentre insieme percorriamo tutti i portici, la mia mente vola immaginando cose impossibili da realizzare. Immagino le mie mani che delicatamente salgono su, lungo le gambe, i polpastrelli che sentono il morbido calore delle tue calze, immagino di arrivare li, vicino al tuo fiore e sentire il calore del tuo sesso riempirmi le mani piene di desiderio. Mentre la mente viaggia tu raggiungi la fermata, ti fermi, in piedi sulla pensilina ad attendere chissà quale autobus. Io sempre dietro discreto posso ammirare con calma la tua setosa bellezza, le calze nuove sensuali compatte, non un filo tirato, non un'imperfezione, vorrei inginocchiarmi ai tuoi piedi e lentamente leccarti i collant così perfetti, così eccitanti per me. Mentre la mia fantasia galoppa e giù in basso nei miei pantaloni qualcosa si muove, ti vedo alzarti in punta di piedi, i tuoi polpacci si tendono e una lama di luce colpisce le tue gambe dando alle calze dei riflessi intensi e bellissimi. E' arrivato il 36, attendi che apra le porte e poi ti avvicini.. io empre dietro assisto a uno degli spettacoli più belli del mondo, lo vivo come al rallentatore.... Alzi lentamente la gamba, la stacchi da terra, mentre la luce sparisce e dona alla calza un nuovo tono di marrone, sali sul gradino poi alzi l'altra gamba e a quel punto un tuffo al cuore aumenta in me l'eccitazione. Un colpo di vento leggero, alza e fà svolazzare la tua gonna, lasciandomi intravedere per un attimo magico e intenso il bordo scuro dei tuoi collant, forse, mi pare anche di aver visto il lucido delle tue mutandine, scure suppongo. Ti seguo inebetito, ormai stremato ed eccitato da quelle magiche visioni, avanzi tra la gente, e ti vai a sedere su di una seggiola libera proprio di fronte a me. Le tue gambe unite velate di scuro, le tue ginocchia tonde dove il marrone si fà più chiaro per la tensione del tessuto mi fanno impazzire... Sei li, ferma in attesa che l'autobus faccia il suo percorso mentre io un po' defilato cerco con gli occhi di andare oltre, ti accarezzo le ginocchia e con lo sguardo mi infilo nel buio delle tue cosce, in fondo, laggiù, unfiore caldo e umido mi stà aspettando. Sei quasi arrivata, lo vedo da come alzi il viso per vedere se quella è la tua fermata, e io attento a cogliere ogni minimo movimento delle tue bellissime gambe. Ed eccolo lì, quasi impercettibile, ma non ai miei occhi... apri leggermente le gambe, facendomi assaporare un po' dell'interno delle tue cosce velate, appoggi le mani al seggiolino, ti alzi e ti avvicini alla porta, l'autobus si ferma, apre le porte e il tuo dolce piedino si protende sul gradino. La luce del giorno colpisce di nuovo la tua gamba, dando al magico velo nuovi riflessi. Continuo a seguirti da dietro, distante, prudente, ti vedo camminare lungo la strada, la tua gonna leggera che danza accarezzandoti lievemente le gambe. Vorrei essere questo refolo di vento fresco che dolcemente ti accarezza le gambe, che sale, che ti prende accarezzandoti da dietro, che fruga bramoso sulla tua pancia piatta, ricoperta dal velo setoso delle calze, con le dita ti accarezzerei la leggera increspatura della cucitura, con le mani accarezzerei il tondo del tuo sedere, sodo, per poi ridiscendere tre le tue cosce calde li, dove si concentra la tua passione. Mi porto la mano al viso come per assaporare il profumo di te, dei tuoi collant profumati di nylon e di pelle fresca.
Aumenti il passo, alzi la mano e saluti.... lui si avvicina e ti abbraccia.... e in questo gesto mi regali l'ultima emozione... alzi il piede da terra facendomi scorgere per l'ultima volta il magico colore dei tuoi collant sulla pelle delle tue gambe.
E ora sono qui, con le dita sui tasti a scrivere di te, mentre là sotto qualcosa si muove, si riempie di eccitazione al ricordo di quell'incantevole inseguimento.... devo andare in bagno...subito...adesso.

mercoledì 15 luglio 2009

Non ci sono parole


In silenzio, il sole che filtra dalle finestre, e io li, immobile ad ammirare le ombre, il colore, le sfumature, vorrei appoggiare le dita delicatamente.. per sentire sulla mia pelle la setosità la morbidezza di questi magici collant. E io li, fermo ad ammirare in estasi... per sempre.

mercoledì 8 luglio 2009

La Camiciaia


Sono anni che la signora Marta mi fà le camicie, ha un piccolo laboratorio all'interno di un cortile in centro. La vado a trovare regolarmente, vuoi per portarle nuove camicie da confezionare, vuoi per andare a ritirare il lavoro finito. La signora Marta è una piacente signora sui 50, un bel sorriso e non nascondo che ogni tanto ha vivacizzato i miei sogni erotici. Cammina con passo felpato all'interno del suo piccolo laboratorio, quasi sempre con eleganti ciabattine chiuse in punta, delle sensuali calze velate, nascoste da una gonna al ginocchio e sempre con una camicia chiara che languidamente si appoggia ai suoi fianchi. Spesso, sopratutto in estate la camicia è leggermente sbottonata ed offre la dolce visione del suo seno materno, avvolto da un candido pizzo bianco.
La signora Marta è affabile e sempre sorridente e anche quel pomeriggio mi ha accolto con un gran sorriso offrendomi alla vista il suo meraviglioso seno, questa volta racchiuso in un sensuale reggiseno di pizzo nero che faceva capolino dalla camicia semi trasparente.
Mi è sembrata particolarmente cordiale quel giorno e non sono mancate battute maliziose tra di noi, giusto per ravvivare la conversazione. Devo dire che mi sarei tuffato volentieri tra quelle tette materne, ma ovviamente ho trattenuto l'entusiasmo fino a quando la signora Marta non è salita sulla scaletta per andare a prendere la pezza di Oxford bianco che serviva per le mie camicie. Salendo mi ha voltato le spalle e io, dal quel punto di vista ho potuto ammirare tutta la sua sensuale bellezza. Il tallone magicamente velato dei collant color carne, che salivano su lungo la gamba ancora tonica e sensuale nonostante l'età, la piega dietro il ginocchio, e il retro delle cosce che sparivano sotto la gonna fino ad intravedere la parte più scura del collant.
In quel lunghissimo attimo, la mente ha cominciato a fantasticare, trasferendo le sensazioni al
mio membro che pulsava e si ingrossava trattenuto del tessuto dei pantaloni. In quei pochi secondi ho immaginato la signora Marta in tutte le posizioni possibili, e più pensavo a lei più la mia eccitazione si faceva evidente. Deve aver capito qualcosa girandosi, perchè un sorrisino complice le ha disegnato un paio di fossette sulla sua guancia.
Durante il rito della scelta del tessuto le sue mani hanno sfiorato le mie, almeno così mi è parso, perchè onestamente in quei momenti l'eccitazione e la tensione erotica erano talmente forti che non ero molto consapevole di quello che mi succedeva. "Ora diamo una controllatina alle misure" con questa frase la signora Marta mi ha risvegliato dal magico torpore che si era impossessato di me, e muovendomi come un automa mi sono preparato all'operazione.
Lei mi era molto vicina e mentre misurava il mio torace potevo sentire il profumo della sua pelle. Ho sentito distintamente il suo seno appoggiarsi su di me mentre mi passava il centimetro giallo dietro la schiena per misurarmi il torace, e mi è sembrato che le sue mani indugiassero non poco sui miei fianchi nel misurarmi il giro vita. Poi con il suo corpo sempre molto vicino al mio, e il calore e l'emozione che salivano sempre più, la signora Marta ha voluto controllare la lunghezza della camicia sul davanti....... non ricordo abbia mai preso quella misura in tanti anni di frequentazione del suo laboratorio. Con una mano teneva fermo il centimetro sotto il colletto, con l'altra scorreva il nastro giallo lungo il mio torace scendendo in basso, lentamente, troppo lentamente, con un fare che non era sicuramente il suo solito modo preciso ma sbrigativo di prendere le misure. Scendendo si è leggermente chinata e ho scorto il ginocchio velato che improvvisamente è comparso dallo spacco della gonna. La sua mano ha percorso verso il basso il mio corpo fino al bordo della camicia, con un gesto impercettibile ma repentino la signora Marta si è avvicinata ancora di più a me. Ora eravamo molto vicini e la sua mano quasi involontariamente si è fermata sulla patta. "Hei ma cosa c'è qui...... " così dicendo mi massaggiò lentamente il sesso, io ormai ero in preda al panico e l'unico muscolo che reagiva era il mio sesso che pulsava sempre più contro il tessuto dei pantaloni, mentre il resto del mio corpo era inerme, fermo. La signora Marta lasciò cadere il centimetro, si chino ancora un po' e mentre una mano continuava a massaggiarmi il sesso, con l'altra si intrufolava attraverso i bottoni, liberandoli ad uno ad uno dall'asola che li teneva chiusi. Io impietrito lasciavo fare, oramai era chiaro che il sogno finalmente si stava avverando. Con gesti lenti e precisi la signora Marta era ormai riuscita ad afferrare il mio membro e con fatica lo stava liberando dalla sua costrizione. E' stato un attimo, appena disteso e liberato dall'interno dei boxer, il mio sesso è stato avvolto dalle sue calde mani... la sua bocca ormai lì davanti si è schiusa, è uscita la punta tumida e rosa della lingua che ha incominciato a leccare lentamente il glande teso allo spasimo. Poi improvvisamente un calore morbido e avvolgente si è impossessato del mio sesso facendolo sparire nella sua bocca. Una scossa ha attraversato il mio corpo facendomi inarcare la schiena fino a spingere con forza il mio pene all'interno della sua bocca. Finalmente ebbi una reazione, con fare istintivo infilai le mia dita fra i capelli vaporosi dela signora Marta e la seguii nel ritmico movimento del pompino. Sentivo la cavità del suo palato e il calore della sua boccamuoversi ritmicamente sul mio sesso... Durò tantissimo, con lenti movimenti vedevo dall'alto il mio pene lucido di umori che usciva e poi lentamente entrava nella sua bocca.... ogni tanto la signora Marta si fermava, e con la sua lingua calda e morbida percorreva tutta la lunghezza del mio sesso dalla base fino alla punta tesa e turgida che poi faceva dolcemente sparire tra le sue labbra. Ero arrivato al culmine dell'eccitazione, sentivo il mio pene vibrare sotto i sapienti colpi della sua lingua, quando la signora Marta rallentò il ritmo, mi cinse i fianchi, e sempre leccando avidamente la mia pelle, salì lentamente lungo il mio corpo.
Salendo il suo morbido seno avvolse delicatamente il mio sesso dandomi una forte scossa di eccitazione, non resistevo più... stavo per venire sul suo seno......... Ma sono riuscito a trattenermi, le mie mani lasciarono i suoi capelli per percorrere il suo corpo verso il basso, le spalle, le braccia, i suoi fianchi generosi, fino a percorrere dolcemente le sue rotonde natiche ancora avvolte dalla morbida setosità del collant. Massaggiai delicatamente le sue generose e morbude forme, sentivo la fibra lucida delle calze scivolare sotto la pelle delle mie dita, e il mio pene li, che sfiorava le sue gambe, il nylon delle calze. l'ho baciata.... un lungo bacio dove la sua lingua esplorava avidamente ogni angolo della mia bocca, e io li, stretto alla signora Marta con una mano sulla schiena e l'altra sul culo, che la spingevo con forza a me. Muovevo ritmicamente il mio sesso stretto fra le sue gambe velate dal morbido collant color carne. Si è appoggiata al tavolo di lavoro e con un leggero saltino, in punta di piedi si è seduta, allargando finalmente le gambe e offrendo alla mia vista il suo sesso ormai fradicio di rugiada. Lentamente mi sono abbassato, baciando e assaporando ogni anglo del suo corpo, ho leccato e succhiato avidamente le sue generose tette, con le mani sui suoi fianchi a stringerla a me... Le ho baciato la morbida pancia, soffermandomi sul buchino dell'ombelico e poi giù, superato l'elastico dei collant, ora la mia lingua assaporava il sapore e la consistenza del nylon fino ad arrivare li..... Gli umori avevano superato la sottile barriera del collant e si mischiavano al sapore del nylon, ora con la bocca baciavo avidamente il suo sesso ricoperto dal leggero velo delle calze calde e umide di sapori e di profumi. Con le mani sulle natiche la spingevo forte a me schiacciando con forza il mio viso al suo sesso.... lei si muoveva lentamente appoggiando la schiena all'indietro e offrendo alla mia bocca il suo sesso, la lingua vagava impazzita sulla sua pelle gli occhi chiusi ad assaporare tutti i suoi umori. Ansimava, fremeva, sentivo il suo sesso bagnarsi sembre più, un rivolo di piacere colava lungo la gamba e le inzuppava il collant. Lentamente spingendola verso me l'ho fatta scendere dal tavolo, con le mani sui suoi fianchi l'ho girata, mi sono alzato e quasi conoscesse già la strada, il mio sesso è velocemente entrato dentro di lei. Da troppo tempo all'aria aperta, un dolce calore si è impossessato del mio sesso, una sensazione di caldo e umido pervase il mio corpo. Lentamente ma ritmicamente spingevo il mio sesso dentro di lei mentre con il viso appoggiato alla pelle della sua schiena, con le mani massaggiavo con forza le sue bellissime e morbide mammelle. La sentivo gemere, con la sua bocca mi cercava mentre io da dietro spingevo ritmicamente, appoggiato al suo corpo caldo e umido di sudore. Poi improvvisamente un forte fremito assale il mio corpo, aumento il ritmo fino a spingere con tutte le mie forze sul suo corpo, mi fermo... sento il mio seme percorrere il sesso ed entrare con forza in lei, rimango li, fermo schiacciato contro il suo corpo sulla sua pelle, ci appoggiamo esausti al tavolo, stanchi, felici. Poi piano piano scivolo fuori di lei, l'abbraccio dolcemente dandole un bacio sulla fronte. "torna spesso a trovarmi, sai... sono spesso sola quì........"

martedì 7 luglio 2009

Lettere ad un'amica conosciuta in rete. P.te 5°:



Buongiorno,
approfitto di un po' di calma (sono solo) per scriverti.
Innanzitutto volevo dirti che sono molto contento che apprezzi lo "stile" di quello che scrivo, ci tengo molto.... ovvio che il tema principale è il sesso.... ma mi piace trattarlo con dolcezza, con delicatezza, come credo debba essere il rapporto tra le persone in genere......

Oggi mi sono fatto un regalo........
sono stato alla Rinascente e con fare "furtivo" ho passato qualche meraviglioso istante davanti agli espositori dei collant..... speravo che da un momento all'altro una vocina da dietro mi dicesse...... "ma allora tu sei Giorgio !!!..... non ti immaginavo così......." E' stato molto emozionante, stare li, con un pò di imbarazzo, in un luogo non mio, un luogo dove solo le donne sostano disinvolte, un uomo al posto sbagliato, ma l'eccitazione di toccare quelle buste, sceglierle, controllare taglie e colori, sfiorare le confezioni con le dita esitanti, ..........mmmmmmmm.........

alla fine ho scelto, un paio di SISI be Free 20 den col. SABBIA, un paio di PHILIPPE MATIGNON cool summer 8 den col. NOCE delle meravigliose PIERRE MANTOUX Flou 10 den col. NERO e infine un paio di OROBLU' Couture Tresor 40 den col. MOKA. Ho fatto il disinvolto e con nonchalanche mi sono avvicinato alla cassa per pagare, l'imbarazzo era molto, ma la cassiera con aria indifferente ha passato le confezioni sotto lo scanner come se fossero state delle normali calze da uomo. Io invece ero eccitatissimo, sentivo il mio sesso pulsare nei pantaloni, desideroso di abbracciare il velo setoso e morbido di quei meravigliosi collant.
Ora sono qui sulla scrivania e mentre apro le buste ti racconto.........
Incomincio con i Sisi da 20 den color sabbia.... questi li ho comprati pensando a te... a quando mi hai scritto che preferivi i 20 den non molto scuri, appena possibile li proverò, voglio capire se quelli più velati sono piu morbidi, e che sensazione danno, io li ho quasi sempre comprati un po' più coprenti, 40/50 den anche perchè sulle mie gambe quelli velati non è che siano un gran bel vedere..... ma basta chiudere gli occhi, passarci su le mani delicatamente.... e tutto cambia.....appena riuscirò a provarli ti racconterò tutto nel dettaglio....
Ma torniamo alla magica busta............... le dita tremano un po' emozionate, stacco l'adesivo e infilo le dita delicatamente all'interno...allontano la busta e apro l'aletta che li protegge.....nel vederli piegati così chiari li immagino indossati..... è proprio un bel colore, chiaro, delicato, provo ad immaginarli dolcemente infilati in una gamba femminile..... la tua...perchè no?....... li tocco con il palmo della mano, sono molto morbidi, li passo tra le dita per sentirne la morbidezza.... sono soffici.........li prendo delicatamente con le due mani e li avvicino al viso.......... li tengo lì per qualche minuto....chiudo gli occhi....respiro profondamente, mi riempio di questo dolce profumo.......infine apro leggermente le labbra e con la punta della lingua salgo su....fino alla piega...... adesso sono completamente fuori dalla confezione, passo le dita sul corpino leggermente operato, e sul morbido elastico... poi piano piano infilo la mano lungo la gamba della calza, leggermente aperta per vedere la trama........ non riesco a fare a meno di avvicinare la mano velata al viso....sono arrivato alla punta, le dita sfiorano la cucitura, apro la mano............. mi accarezzo il viso...... e con l'altra mano mi accarezzo il braccio velato immaginando di accarezzare una gamba............sono veramente molto morbidi........ sono secondi intensi, ma troppo brevi..... cerco di stare così il piu a lungo possibile........con gli occhi chiusi.....
Poi li piego delicatamente, li avvicino al viso ancora una volta e li ripongo all'interno della busta.....peccato, è già finito tutto.....ma quel dolce profumo mi accompagnerà per tutta la giornata........
Sono felice di condividere con te questi attimi così intensi, sono più emozionanti se sai che c'è qualcuno dall'altra parte del monitor che condivide con te le stesse emozioni............ mi riempi un po' i miei pensieri, cerco di immaginarti, chissà come sei, chissà cosa indossi oggi....

a presto... e un bacio dove vuoi tu..........

lunedì 6 luglio 2009

E' stato un attimo...



.. eri li, a pochi metri da me, intenta a sistemare le cartelle che qualche cliente aveva appena visionato, eri talmente indaffarata nel tuo lavoro, seduta su quello scomodo pouff che non ti sei nemmeno accorta di me... e non ti sei nemmeno accorta che nella foga di finire il lavoro in fretta allargavi sempre di più le gambe, evidentemente non eri abituata a quella minigonna cortissima che qualcuno ti aveva costretto ad indossare per il tuo lavoro di standista. E io ero li, davanti a te, quando girandomi verso lo scaffale là in fondo ti ho vista. Effettivamente non è che abbia visto il tuo viso in quel momento, ma lo sguardo, come attratto da una magica calamita ha velocemente accarezzato le tue gambe, fermandosi li, esattamente in mezzo alle tue gambe affusolate e velate da un morbido collant bianco. Tu continuavi indaffarata nel tuo lavoro, mentre per me improvvisamente tutto il rumore della fiera è come se si fosse dolcemente ovattato, c'era un silenzio innaturale, tutto viaggiava al rallentatore, e le tue dolci gambe velate si muovevano lentamente facendosi ammirare sempre di più. con gli occhi ho accarezzato le tue dolci ginocchia, assaporando la morbidezza di quel collant finissimo, sono salito lungo le gambe ad accarezzare l'interno delle cosce, fino laggiù, dove gambe e collant si uniscono intorno a quel magico fiore. Non ricordo che scarpe avevi, o come eri vestita, ricordo solo il velo bianco e trasparente che copriva le tue gambe, la cucitura che si faceva intravedere lassù e probabilmente il chiaro delle tue mutandine appoggiate tra le calze e il tuo sesso.
Poi come scosso da un fremito ho alzato lo sguardo, e tu eri li.... che mi guardavi con un dolce sorriso, mi sei sembrata bellissima, mentre la vergogna saliva dentro di me. Ma tu hai continuato a sorridere, hai alzato impercettibilmente la fronte, e mi è parso di scorgere un timido occhiolino. Poi improvvisamente una pacca sulle spalle mi ha risvegliato dal quel magico tepore, "dai andiamo, quì abbiamo finito..." mi sono alzato come un automa, mi sono avviato verso l'uscita, ma prima di oltrepassare l'ingresso mi sono girato, come per assicurarmi che il sogno fosse realtà, e tu eri li, con la tua gonna grigia cortissima, le tue morbide calze bianche e il tuo bellissimo sorriso. Chissà se hai notato la mia felicità chiusa dentro i pantaloni.

lunedì 29 giugno 2009

E ti immagino li.... sola.......



... con le dita che dolcemente ti accarezzano, con gli occhi chiusi ad immaginare un mare di dolcezze.
Ti eri preparata con cura, un bagno caldo, l'olio sul corpo, le lenzuola fresche di bucato, la musica giusta, e poi loro, i tuoi inseparabili compagni di ogni giorno. Ma questi sono speciali, li avevi comprati da Harvey Nichols a Londra. Ti eri avvicinata al corner Wolford con il rispetto e il desiderio di chi entra nel castello dei desideri, li avevi scelti con cura tra molti altri, li avevi cercati passando le dita frementi di desiderio sulle confezioni. E ora erano li, ancora nella loro busta, pronti ad essere indossati. Hai aperto il cartoncino, li hai accarezzati una prima volta per assaporarne la morbidezza, li hai distesi delicatamente sulle lenzuola come si fà solo con qualcosa che si ama profondamente. Li hai avvicinati al viso per assaporarne il profumo, e delicatamente hai infilato la mano lungo la gamba... con le dita hai giocato a lungo con la sottile trama, passandole sulla cucitura, sull'elastico in vita e poi....
Delicatamente li hai arrotolati, con gesti sapienti, come fai ogni mattina, hai appoggiato la punta del piede, li hai dolcemente srotolati lungo le gambe, prima una poi l'altra... hai afferrato delicatamente il morbido elastico e li hai tirati su..... il contatto della cucitura con il tuo sesso ti ha provocato un leggero fremito. Ora delicatamente ti massaggi le gambe, con le due mani le percorri dal basso verso l'alto in un lento massaggio. Distesa sul letto, le gambe aperte, ora le tue mani ti accarezzano l'interno della coscia, avvicinandosi sempre più al centro della tua passione, assapori lentamente la dolce sensazione del nylon a contatto con la tua pelle, con le tue dita...... Stringi lentamente le gambe come per fermare questo attimo di estasi, mentre le tue dita percorrono le gambe accarezzandole.... la mano distesa accarezza il pube, gioca con i radi peli che hanno superato il tessuto. Chiudi gli occhi, le tue mani si fanno più insistenti percorrono con più vigore la tua pelle fino al centro del tuo fiore, che ora stà diventando più caldo, e qualche leggera goccia di rugiada comincia a comparire tra le sue labbra......... insisti inarcando leggermente la schiena, il piacere si fa sempre più forte, il desiderio aumenta, ma tu resisti, in questa dolce tortura. Ora le tue mani corrono al bordo dei collant, non resisti più, le infili tra il nylon e la tua pelle..... ti fermi un attimo appena raggiungi i primi peli, ad assaporare il calore della tua pelle, le mani prigioniere del collant. con una mossa improvvisa un dito avanza, supera le labbra ormai umide ed entra dentro te...... un fremito, un leggero tremore si impossessa di te. L'altra mano corre veloce ad accarezzare il tondo del tuo sedere, ne accarezza il tondo ripetutamente, con un desiderio travolgente, poi la mano si avvicina al centro, si infila, percorre lo spazio tra il buchino e il tuo seso ormai fradicio di umori.... raggiunge l'altra mano, con le dita immerse nel piacere... sempre più giù......
Ti giri, il tuo seno nudo accarezza le lenzuola fresche, spingi in avanti ritmicamente, mentre la tua mano si riempie sempre più dei tuoi umori, istintivamente porti una mano alla bocca, assapori il tuo dolce sapore rimasto fra le dita....... Stringi forte le gambe, un'onda di calore ti avvolge, un fremito risale lungo il tuo corpo, la mano ancora li.. con le dita prigioniere del tuo fiore, stringi sempre più, fino a quando senti il piacere colare lungo la gamba, ad inumidire il prezioso collant.....
Ora sei li, distesa, riappacificata con te stessa, le dita giocano rilassate con le dolci labbra del tuo sesso, amcora umido, ancora gonfio di voglia.....

lunedì 22 giugno 2009

Solo



Mi sono svegliato, la luce a lame incandescenti colpisce il mio letto, ho allungato la mano verso te e ho sentito le lenzuola fredde. A già..... sei andata via presto questa mattina, adesso ricordo... ricordo il profilo del tuo corpo nella penombra, le tue gambe velate di nero, i passi veloci verso la porta. E mentre penso a te anche il mio sesso si risveglia, si muove, lo cerco con la mano, lo stringo con cura e accompagno l'erezione mattutina. Mi devo alzare... a fatica scendo, ancora un po' assonnato, la luce tenta di entrare in casa dalle fessure, nell'aria è rimasto ancora un leggero profumo di te. Entro in bagno, mi giro e vedo, appoggiati al bordo della vasca da bagno i tuoi collant, ricordo che ieri avevi i Wolford velati che ti avevo regalato io tempo fa. Ricordo le carezze sulle tue gambe ricoperte da quel velo setoso, ricordo il tuo sesso velato dal quel colore chiaro, ricordo il profumo, il ricamo di saliva disegnato dalla mia lingua. E il mio cazzo torna ad indurirsi, spinge contro il boxer, fa capolino dall'apertura. Lo riprendo in mano e comincio a massaggiarlo, mi avvicino ai collant, la luce che li colpisce disegna luci iridescenti, li prendo in mano, morbidi, setosi, faccio correre le dita tra il velo leggero, mentre il sesso spinge, la cappella è turgida, gonfia. Avvicino i collant al viso, appoggio il naso al tassello velato, appena disegnato dalle cuciture, inspiro profondamente il profumo del nylon e del tuo sesso, chiudo gli occhi mentre con la mano libera incomincio un lento su e giù con il mio sesso sempre più duro. Con la mano aperta faccio scorrere il collant sul mio viso, ne accarezzo ogni millimetro, li accarezzo con la lingua, mentre scendono giù lungo il mio corpo, accarezzano il collo, il torace, scendono lungo la pancia fino al cazzo duro e pieno di voglia. Ora sono li, attorno al mio sesso, lo abbracciano, lo avvolgono, la schiena inarcata appoggiata al muro, gli occhi chiusi per meglio assaporare quel velo morbido che abbraccia il mio cazzo. Rimango li, con la mano che va su e già per molto tempo, in silenzio, solo il mio respiro sempre più affannoso accompagna questo dolce massaggio, e penso a te, a ieri sera, al tuo sesso perfettamente rasato, liscio che si offriva a me, umido di voglia. Penso al mio cazzo appoggiato alla tua pancia che lentamente scendeva e venivo inghiottito dalla tua fica umida, calda e accogliente. E mentre penso a te continuo il lento massaggio, infilo una mano nel collant, la avvolgo con il nylon, la seta delle calze mi ricopre il braccio, la mano arriva alla punta. Apro le dita, tendo la fibra elastica, morbida, mi accarezzo il viso, lecco la calza con avidità, poi mi accarezzo il corpo in un frenetico, solitario abbraccio. Stringo forte le gambe mentre con la mano velata riprendo ad accarezzarmi il sesso, sempre più intensamente, gli occhi chiusi e la tua immagine sempre presente, il tuo seno morbido sul mio viso, i tuoi capezzoli a turno nella mia bocca, turgidi, tesi. Un leggero tremore mi sale dalla schiena, il mondo mi gira attorno, mentre sento il cazzo indurirsi sempre di più, sento il sangue pulsare sempre più forte, mentre aumento il ritmo, le gambe sempre più chiuse e la mano che stringe in una fantastica morsa il cazzo. E mentre con gli occhi ancora chiusi vedo il tuo sesso, umido avvicinarsi al mio viso, sento il seme salire lungo l'asta tesa... è un attimo, una scossa mi attraversa mentre con la mano velata stringo e muovo sempre più forte il cazzo. Fino a quando sento le dita impastate da un denso calore.
mi rilasso, apro gli occhi, esausto sudato, mentre con la mano continuo lentamente a menarmi il cazzo, e un misto di sperma e collant avvolge sul mio sesso che lentamente si abbassa..... Adesso dovrò lavarli... e poi questa sera ti chiederò di indossarli........

venerdì 12 giugno 2009

Buongiorno




Come ti sarai vestita questa mattina? Che collant avrai indossato?
Fa fresco oggi, ti immagino con una gonna non troppo corta, calda, potrebbe essere grigia con dei collant anche loro grigi, o neri, opachi e setosi. Ti immagino aprire il cassetto, passare le dita sul nylon morbido della tua collezione di calze, ecegliere quella giusta, affondare le dita tra i collant morbidi e sollevarne uno.... no, questo no...rimetterlo a posto e ricominciare a scorrere le tue dita sul nylon, fino a trovare quello giusto, lo prendi, infili la mano lungo la gamba per controllare che non ci siano smagliature, prima una poi l'altra, avvicini le tue mani velate al viso, respiri profondamente, ne assapori il profumo. Poi lo posi delicatamente sul letto, e ti prepari.... un piccolo massaggio alla pelle liscia delle gambe, e poi... riprendi il collant, lo arrotoli fino quasi alla punta del piede e poi.... lentamente lo avvolgi alla tua gamba, ora le tue mani scorrono lungo la gamba, dalla caviglia all'inguine... mmmmm.... come vorrei essere lì, in questo momento.
Chiudo gli occhi e immagino te e tutte le le donne che ogni mattina fanno questo magico gesto, per molte normale, naturale, per altre addirittura fastidioso, ma per me no.... lo rifarei mille volte, lentamente, per godermi ogni interminabile attimo di questo gesto, delicato, carico di sensualità. Questa mattina è proprio incominciata bene... meglio aprire gli occhi, una stiratina e... via ad affrontare la giornata. Sarà comunque una piacevole giornata se iniziata con questo dolce pensiero, anche perchè appena esco dalla porta di casa incontro una ragazza che stà andando al lavoro, la seguo con lo sguardo, una gonna grigia, un paio di scarpe con un piccolo tacco, un paio di morbidissimi collant grigio scuro.... e sotto? Chissà, forse nulla... con l'aria fresca che sale su, ad accarezzare al mio posto quelle meravigliose gambe velate.....

Buona giornata.

mercoledì 10 giugno 2009

Sei uscita presto questa mattina



Avevi quell'appuntamento fuori città, ho sentito la tua sveglia suonare, ho sentito le lenzuola frusciare attorno al tuo corpo... ti sei alzata e io piano piano mi sono spostato per assaporare un po' del tuo calore rimasto sotto il piumone.
Sei tornata dal bagno, e hai incominciato a rivestire il tuo corpo, partendo dai magici indumenti che io amo tanto. Ti vedo, di fianco al letto, nella penombra di questo mattino, troppo presto per essere già giorno. Il tuo profilo si piega, alzi un piede e dolcemente indossi lo slip, lo vedo salire lungo le gambe mentre nella penombra si intravedono quei soffici peletti che amo tanto accarezzare, e poi raccogli il collant dalla poltroncina, dove ieri sera l'avevi appoggiato con cura. Ti vedo mentre arrotoli delicatamente una gamba, ti chini e vedo nell'ombra il tuo seno che si protende verso il basso, si scorgono i capezzoli ben definiti dal resto del profilo tondo.
Lentamente srotoli la calza sulla gamba, in un magico e sensuale rituale, ti fermi a metà coscia e riprendi dall'altra gamba. Quando il morbido elastico del collant ha raggiunto il pari, lo afferri delicatamente con le due mani e lo tiri su, lungo i fianchi, a ricoprire il tondo del tuo sedere.
Ora ti chini di nuovo e partendo dalle caviglie ti massaggi lentamente le gambe salendo piano piano in su... fino all'inguine, una mano si muove sicura portandosi al centro, per sistemare il tutto.... mi sembra che la mano rimanga molto ad accarezzati, appena sotto la pancia... che indugi un po', ad accarezzare il tuo sesso ormai ricoperto da quel magico tessuto. Mentre io immobile e in silenzio sento che un dolce calore mi prende e l'eccitazione sale.... spingendo con forza il tessuto del boxer, riuscendo impercettibilmente ad alzare la coperta leggera.
Vorrei alzarmi in silenzio, prendere dolcemente i tuoi fianchi velati, spingere le mie mani verso le tue, e con te delicatamente accarezzarti la pancia, e giù, verso il magico fiore velato.
Ma devi andare, ti chini un'altra volta porgendomi il sedere dal quale vedo, sempre più eccitato, la cucitura del collant che partendo dell'elastico scende giù e sparisce tra le tue gambe. Vedo il tondo del tuo sedere velato dal nero opaco dei tuio collant. Tiri su la gonna e con un po' di fatica, facendo sobbalzare le natiche riesci ed imprigionare il tuo dolce culetto nel grigio tessuto della gonna.
Ora con la mano tiri su piano piano la cerniera, seguendo la cucitura del collant che lentamente sparisce in una una dolce tortura. Ti giri di scatto, mi guadi per un attimo e poi esci, sento i tuoi piedi velati che scivolano nelle scarpe e la porta che si chiude dietro di te.
Ora sono qui, solo con il mio sesso duro fra le mani........ dovrò fare qualcosa, subito........

... continua....

martedì 9 giugno 2009

E poi improvvisamente




Sei arrivata tu... con quella gonna svolazzante sopra il ginocchio, e quelle gambe velate dai collant scuri, soffici. Mi sei passata vicino, avevo lo sguardo basso ma non ho potuto non vedere il colore setoso delle tue gambe. Ti sei seduta poco più in la, proprio di fronte a me, e senza accorgertene, sedendoti hai allargato leggermente le gambe. E' stato un attimo, un tuffo al cuore, una vampata di calore è salita sulle mie guance.... Poi ti sei ricomposta, quel ginocchio leggermente alzato, quell'aria fresca e sbarazzina, non mi sono più perso una sola mossa delle tue gambe, lo sguardo fisso li, dove le ginocchia si sfiorano, morbide, setose.
Avrei voluto avvicinarmi, guardarti negli occhi, fermarmi esattamente difronte a te, al tuo leggero sorriso. Abbassarmi lentamente in attesa di una tua reazione, appoggiare delicatamente le mie mani sulle ginocchia, accarezzarle dolcemente e poi avanzare lentemente, molto lentamente, avrei voluto passare le mie dita nell'incavo dietro le ginocchia, dove il tessuto si raccoglie in soffici piegoline, soffermarmi un po, mentre il mio viso si abbassa lentamente ........ Hai un fremito impercettibile, allarghi un po' le gambe appena appena.... Il mio viso si avvicina sempre di più, incomincio a sentire il profumo del nylon mentre le mie mani lentamente risalgono verso l'esterno della gamba, dove il tessuto si fà più teso, dove la mano si riempie della tua pelle.... Le mie mani... prigioniere tra il tessuto della gonna e la morbidezza delle calze, salgono lente, delicate ad assaporare ogni millimetro di quella dolce morbidezza. Mentre il mio viso sfiora le tue gambe, appoggio le labbra alle tue ginocchia velate, la mia lingua ti accarezza dolcemente appena appena, solo con la punta, come per assaporare un dolce proibito. Ti muovi, sento le tue mani che si appoggiano sulle mie, come ad invitarle a continuare, a salire ancora, mentre spostandoti leggermente in avanti allarghi acora un po' le gambe. Ora nel buio della tua gonna riesco ad intravedere la cucitura, il lucido delle tue eleganti mutandine, mentre il calore ed il profumo si fanno più intensi.
Mi spingo più avanti, le mie mani hanno percorso tutta la gamba e ora stanno accarezzando il tondo del tuo sedere, reso ancora più perfetto e levigato dalla trama del nylon.
Con la punta della lingua accarezzo leggermente l'interno delle tue cosce, percorro lentamente la strada che mi separa dal tuo sesso, è li, in fondo racchiuso e profumato in quello scrigno di nylon e raso lucido. Sei immobile ma percepisco la tua fatica nel non muoverti, cerchi di resistere per assaporare fino in fondo questa dolce tortura, impercettibilmente ti inarchi, offrendomi il tuo sesso. Sono ormai quasi al fondo, il mio viso è sparito sotto la tua gonna e il calore e il profumo si fanno più intensi, più vibranti.
Con la lingua ora diventata più forte cerco di di superare la barriera che la divide dal tuo sesso, caldo, profumato. Respiro, cerco di impossessarmi del tuo profumo, per portarlo con me sempre anche quando non sarò più qui. Ora le mani ti spingono verso me, sento nel tuo corpo un leggero tremore, appoggio il viso ala tua pancia, così morbida velata e racchiusa dal corpino dei collant, guardo attentamente ogni particolare, il ricamo delicato delle mutandine, la cucitura che sale verso il bordo morbido del collant e finalmente la tua pelle, morbida, setosa e profumata. Chiudo gli occhi e mi inebrio di questo dolce e caldo profumo, non ricordo più da quanto tempo sono qui, di fronte a te, ma vorrei passare il resto dei miei giorni ad accarezzare questo piccolo lembo di soffice paradiso.

mercoledì 13 maggio 2009

Rimini


Questo racconto è dedicato a chi avrei voluto fosse qui, con me in questo momento.... a Rimini

Sei voluta venire con me a questo appuntamento di lavoro, "potrò passeggiare e prendere il sole mentre tu sei all'appuntamento" mi hai detto. Ed eccoti lì bellissima seduta sulla poltroncina nel dehor dell'hotel, ho visto le tue gambe brunite dal sole mentre salivo i gradini della balconata, un paio di scarpe basse, e la gonna leggera a fiori. Poi il tuo sorriso, bello, allegro,... una camicetta bianca e leggera dalla quale si intravedevano le forme del tuo seno. Un bacio veloce, un paio di commenti sulla giornata e subito in camera per una doccia rigeneratrice, mentre tu mi aspetti sulla poltroncina con l'aperitivo in mano. Sono felice, l'appuntamento di lavoro è andato bene e ora tu sei lì, che mi aspetti per continuare questa piccola vacanza fuori stagione che ci siamo concessi per allontanarci almeno un po' dai nostri soliti problemi quotidiani. La camicia fresca di bucato, un paio di pantaloni comodi e sono pronto. Ti raggiungo sulla balconata, in lontananza si vede il mare al tramonto e la spiaggia non ancora ricoperta dagli ombrelloni, mi avvicino a te pensando quanto sia grande la mia fortuna nell'averti incontrata solo qualche mese fa. Sei bellissima, vedo i tuoi capelli spuntare dal bordo della poltroncina, la mano che sorregge il bicchiere appoggiata a quelle meravigliose gambe che oggi saranno state baciate a lungo dal sole. La mia mano scivola sulla tua spalla, ti volti verso di me con un sorriso aperto, solare e d'istinto avvicino le mie labbra alle tue in un altro dolce intenso bacio. Vorrei rimanere a lungo lì, ad abbracciarti teneramente, le mie braccia attorno a te, il mio viso appoggiato alla tua spalla, ad assaporare il tuo profumo, misto all'aria ancora fresca di questa Rimini primaverile. Ti alzi e scendendo insieme le scale ci incamminiamo verso il lungomare, la mia mano nella tua come due teneri fidanzatini... non mi vergogno di questo gesto, in fondo ti voglio bene, e questo mi basta... Nel breve tragitto che ci porta al ristorante, mi racconti della tua giornata, con il tuo solito entusiasmo commenti la bellezza di questa città, non ancora invasa dai turisti, rilassata, accogliente. La lunga camminata di questa mattina a piedi nudi sulla spiaggia, il pranzo al chiosco, e il pomeriggio dedicato allo shopping, "ho comprato anche un regalo per te" mi hai detto ma io non ho fatto caso a questa frase. Mentre tu mi parlavi, io pensavo alla riunione di questa mattina, mi rivedevo lì, a discutere del nuovo progetto, ma con il pensiero rivolto a te, sui documenti sparsi sul tavolo, tra le persone che discutevano con me, c'era il tuo viso sorridente che mi aspettava a qualche chilometro da me... e mentre si discuteva, immaginavo la serata che avrei passato con te. Entriamo nel piccolo locale vicino alla spiaggia e ci accomodiamo sulla veranda, il mare scuro e calmo ci saluta da lontano mentre immagino la leggera brezza accarezzare le tue gambe e salire su, lungo la gonna leggera. Mentre ceniamo mi accorgo del tuo viso particolarmente rilassato e felice. Sarà la luce della luna, sarà stato il pomeriggio al sole, ma mi sembri bellissima.... a stento riesco a resistere nel desiderio di abbracciarti, di baciare quelle labbra rosa e umide che mi stanno parlando. Improvvisamente, accompagnato da un sorriso malizioso, sento il tuo piede appoggiarsi delicatamente a me, risalire lentamente lungo la mia gamba. Io cerco di resistere al desiderio di abbassarmi e di sollevare quella gonna fresca e leggera, con aria indifferente abbasso lentamente la mano, l'allungo fino a cercare il motivo di tanta eccitazione. Solo in quel momento mi accorgo del tuo piede ricoperto da un leggerissimo velo... tu sai quanto mi piacciono le calze e in quel momento mi ritorna in mente la tua frase detta poco tempo fa... è questo il tuo regalo per me, e per questo ti voglio bene... sei una donna attenta, sempre piena di sorprese per me. Mentre accarezzo delicatamente il tuo piede velato, l'eccitazione sale e immaginando cosa potrebbe succedere di lì a poco sento i muscoli in basso contrarsi e piano piano, mi accorgo che in un attimo l'atmosfera attorno a noi ediventata magica, irreale. Cerco di trattenere l'eccitazione che incomincia a trasparire attraverso i pantaloni, è una sensazione meravigliosa, il tuo viso carico di desiderio, il sorriso pieno di promesse e la mia mano che dolcemente accarezza quel velo leggero, impalpabile. Mi abbasso leggermente sulla sedia cercando di avvicinarmi il più possibile a te, ma mi devo accontentare di accerezzarti la caviglia appoggiata a me. Finiamo in fretta la cena, non mi interessa più il mare, la luna... il desiderio di stringerti, di accarezzare meglio quelle gambe velate, ha preso il sopravvento. Attendiamo impazienti il conto e ci alziamo guardandoci negli occhi con gli sguardi carichi di promesse. Non ricordo bene la passeggiata per ritornare in albergo, la voglia di stare solo con te, ha cancellato quei minuti, ricordo solo che al tuo fianco, dalla spalla ammiravo il tuo seno morbido danzare seguendo il ritmo dei tuoi passi.... Intravedevo quelle morbide curva muoversi dentro il tessuto bianco e leggero della camicetta. Quella passeggiata mi è sembrata lunghissima, il breve tratto di lungomare non finiva mai, mentre faticavo nel nascondere il mio desiderio che si faceva sempre più evidente attraverso il tessuto leggero dei pantaloni. Arrivati sulle scale dell'ingresso del'albergo mi sono fermato un attimo per cercare le chiavi, ti mi hai preceduto, e mentre salivi quei gradini. il mio sguardo è scivolato dolcemente sui tuoi fianchi e poi giù lungo la gonna fino ad incontrare le tue gambe avvolte in un magico raggio di luce. Avrei voluto stringere i tuoi fianchi, avvicinarmi a te e dolcemente appoggiare il mio sesso a quelle dcurve deliziose, accarezzare il tessuto leggeero e sensuale che ancora per poco ti divideva da me.....

martedì 21 aprile 2009

Livia, ti prego stedi le tue calze in casa......



Ti prego Livia, stendi le tue calze in casa, ogni mattina quando entro in ufficio alzo lo sguardo verso il tuo balcone e loro sono li.... ammiccanti, invitanti, provocanti. Ti prego non torturarmi così, non posso iniziare ogni giornata eccitato con il pensiero fisso di te che indossi quelle magnifiche calze fresche di bucato, fresche dell'aria del mattino.... non puoi torturarmi così. Ti ho vista con quella vestaglia Avorio uscire sul balcone, respirare l'aria fresca del mattino, guardarti intorno e poi raccogliere tra le tue mani quei veli setosi, morbidi. Chiudo gli occhi e mi immagino dietro di te, su quel balcone, con addosso un elegante pigiama blu scuro. Ti abbaraccio da dietro, appoggio il mio sesso eccitato al tuo sedere morbido, sento la seta fresca sulla mia pelle, ti abbraccio mentre ti sporgi per raccogliere le calze. Ci stacchiamo, rientriamo in casa, il profumo del caffè mi riempie i polmoni. Chiudi la porta, ti volti verso di me e con in mano ancora le calze appena raccolte, slacci la cintura che ti stringe la vita, apri la vestaglia di seta, offrendo al mio sguardo il tuo corpo. Completamente nudo, morbido, pallido, bellissimo. Il tuo seno ampio e materno che mi guarda, la tua pancia morbida, il tuo sesso appena appena ricamato da radi peli biondi, le tue gambe lisce, perfette. Mi avvicino a te, tocco timidamente la tua pelle, faccio scivolare le mie mani lungo i tuoi fianchi, ti abbraccio. Siamo in piedi, abbracciati, la tua lingua ricama dolci trame di saliva sul mio orecchio, poi scende giù, lungo il collo, sulla guancia, fino a tuffarsi avidamente nella mia bocca. Il mio sesso libero dentro i pantaloni di seta blu, spinge su di te, ti chiama, ti vuole...... Rimaniamo abbracciati dolcemente per qualche minuto, la tua pelle fresca di doccia e profumata mi stordisce.
Sento le tue mani scendere, intrufolarsi, nei calzoni del pigiama, sento il batuffolo dei collant che avevi in mano accarezzarmi la pelle, sento le tue mani stringersi attorno al mio sesso, accarezzarlo dolcemente, sento il leggero su e giù della tua mano. Ti stringo forte, vorrei stare quì cosi per sempre...ma devi uscire. Ti allontani un po, mi guardi..... "aiutami a metterli... devo andare, ma prima prendiamone un paio pulito nel cassetto in camera...."